FIRENZE – Esclusi dal tirocinio dell’Agenzia delle entrate perché nell’impossibilità di frequentare per gravi motivi di salute, il direttore della stessa Agenzia ha disposto la riammissione dei candidati dopo un loro ricorso.
Nel 2021, l’Agenzia delle entrate aveva indetto un concorso a livello nazionale per l’assunzione di 2.320 unità. Il concorso era articolato in diverse prove, molto selettive, tra cui un tirocinio e una prova orale. Inoltre, il bando del concorso prevedeva espressamente la facoltà, per chi non avesse potuto iniziare o proseguire la frequenza del tirocinio per gravi motivi di salute (si pensi a chi si trovava in malattia o in gravidanza, di chiedere di essere ammessi al tirocinio della successiva procedura concorsuale bandita dall’Agenzia.
“In sostanza – spiega l’avvocato Samuele Miedico, che aveva attivatro la proceduta di impugnazione della decisione -, chi avesse superato le prove scritte e avesse avuto ‘gravi motivi di salute’ al momento dell’inizio del tirocinio, avrebbe potuto chiedere di essere rinviato al tirocinio dell’anno successivo. E molti candidati (25 candidati) affetti da gravi motivi di salute si sono avvalsi di tale facoltà”.
Il 24 luglio 2023, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato un nuovo bando di concorso, per l’assunzione di 3.970 unità, ed ha previsto – con buona pace delle speranze di essere assunti dei 25 candidati il cui tirocinio era rimasto in standby – che i candidati già ammessi al tirocinio teorico-pratico, che non avevano potuto iniziare o proseguire la frequenza del tirocinio per maternità o gravi motivi di salute e che avessero chiesto con apposita istanza l’ammissione al tirocinio della successiva procedura concorsuale, avrebbero docuto presentare domanda di partecipazione alla procedura nei termini previsti dal presente bando e sostenere la prova scritta.
“Insomma -dice ancora l’avvocato -, i candidati che per gravi motivi di salute non avevano potuto iniziare la frequenza del tirocinio, e che erano stati autorizzati espressamente (vi sono comunicazioni dell’Agenzia delle entrate trasmesse via pec) a frequentare il tirocinio l’anno successivo, secondo questa previsione del nuovo bando di concorso avrebbero dovuto rifare tutto da capo. È evidente la grave violazione dei diritti e degli interessi dei 25 candidati ‘malati’. Si tratta di una previsione che rischia anche di creare inammissibili discriminazioni nei confronti dei candidati in stato di malattia o in gravidanza.
Per questo, alcuni candidati hanno ritenuto opportuno impugnare la previsione del bando di concorso che li vedeva obbligati a rifare tutto da capo, innanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio con il patrocinio e l’assistenza legale dell’avvocato Miedico.
Aperto il contenzioso, con la costituzione in giudizio dell’Agenzia delle entrate, e scambiate le memorie di rito, in prossimità dell’udienza l’Agenzia ha chiesto al giudice un breve rinvio della causa per consentire al Direttore generale dell’Agenzia di adottare un provvedimento di indizione di un tirocinio ad hoc per i 25 candidati, pubblicato sul sito istituzionale dell’amministrazione il 9 ottobre scorso.
“In buona sostanza – spiega ancora l’avvocato Miedico -, è accaduto che, dopo aver letto il ricorso introduttivo del giudizio ed apprezzato le ragioni dei candidati, il Direttore generale ha ritenuto opportuno tornare sui suoi passi ed attivare un tirocinio ad hoc per i 25 candidati, che finalmente potranno riprendere il loro percorso e avere lòa possibilità di essere assunti nei ruoli dell’Agenzia delle entrate.





