sabato, Giugno 27, 2026

E’ morto Giuseppe Gavazzi, scultore e restauratore di arte antica

PISTOIA – La notte scorsa è morto Giuseppe Gavazzi, scultore e uno dei più grandi restauratori italiani di arte antica. Gavazzi avrebbe compiuto 89 anni il 23 settembre prossimo. Il funerale sarà celebrato lunedì 29 luglio ore 9.30 nella Chiesa di san Benedetto e san Vitale. Giuseppe è esposto nelle salette del commiato della Croce Verde in Sant’Agostino.

Giuseppe Gavazzi

Giuseppe Gavazzi era nato nel 1936 da genitori toscani a Marcoussis (Francia). Rientrato a Pistoia con la famiglia, si era diplomato alla Scuola d’arte “Petrocchi” a Pistoia, specializzandosi nella pittura murale.
Questo gli permise d’iniziare l’attività di restauratore nella bottega fiorentina di Leonetto Tintori e di intraprendere un’impegnativa carriera, che lo ha portato a essere uno dei più stimati professionisti del settore, al quale ci si è spesso rivolti per risolvere i casi più disperati o per affrontare il restauro dei massimi capolavori della pittura murale italiana.

Parallelamente alla sua crescita come restauratore, ha esercitato l’arte della pittura, ma ha iniziato fin dalla metà degli anni Cinquanta a cimentarsi nella scultura, utilizzando la pietra, per eseguire figurazioni a bassorilievo e statue a tutto tondo, come II perdono, che risale al 1956. Passato all’intaglio di figure di legno, sempre presentate con accurate patinature, verso la metà degli anni Sessanta è giunto a plasmare l’argilla, per ottenere opere in terracotta, le prime delle quali erano terminate soltanto con patinature o coloriture monocrome.

Gavazzi nel giardino dello studio

È giunto poi a preferire la finitura con colori naturalistici, trovando così in questa tecnica il mezzo espressivo a lui più congeniale. Ottiene risultati di pari intensità anche con la modellazione dello stucco forte e con l’intaglio del legno, al quale è tornato con maggior frequenza dalla fine d egli anni Ottanta, cimentandosi nella creazione di imponenti figure più grandi del vero. Ha sperimentato anche la tecnica del marmo e del bronzo, oltre aver coltivato un’intensa attività d’incisore. Pur essendo fin oggi poco noto, da buon toscano anche Giuseppe Gavazzi fonda la sua arte nella pratica del disegno, dimostrando una spiccata capacità nel dare espressività e naturalezza alle figurazioni, sia quando sono rapidamente schizzate con la matita o il carboncino sia quando sono carezzevolmente accompagnate dai suoi prediletti colori.

Giuseppe Gavazzi nel suo studio di Pieve a Celle (foto Andrea Pecchioli)

Tra i suoi maggiori interventi si ricordano quelli sugli affreschi di Benozzo Gozzoli in Sant’Agostino e di Lippo e Federico Memmi nella Collegiata a San Gimignano; quelli del Vecchietta, del Sassetta, del Beccafumi e del Sodoma a Siena.
Nel Palazzo Pubblico di questa città ha brillantemente restituito vita al famosissimo ciclo del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, nonché alla straordinaria Maestria di Simone Martini.
Ha partecipato a importanti esposizioni collettive a Barcellona, Basilea, Bologna, Livorno, Prato, Rivoli, e ha tenuto mostre personali ad Asiago, Firenze, Friburgo, Neuchàtel, Monaco di Baviera, Parigi, Pistoia, San Gimignano, Siena, Torino, Zurigo.
Nel 1973 è stato «Segnalato Bolaffi» per la scultura da Umberto Baldini.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra i quali si citano il Premio della Repubblica Federale Tedesca (1973) e il Fiorino alla Biennale Internazionale d’Arte a Firenze (1973 e 1977).

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