di Marzio Dolfi
PISTOIA – Sono tanti i lavoratori dell’Incentrato (cioè di ditte esterne che lavorano all’interno dell’Hitachi) almeno 500 di una quindicina di ditte diverse. Lavorano fianco a fianco con i dipendenti dell’azienda, ma hanno meno diritti e sono pagati parecchio meno.

Fino a due anni fa erano una sorta di fantasmi, c’erano ma la loro presenza non era in pratica riconosciuta. Nel luglio del 2021 un accordo sindacale li fece in qualche modo “emergere”, tanto che ora vanno a mensa insieme ai loro compagni di lavoro. “Un accordo arrivato dopo anni di discussioni”, ci dice Andrea Vignozzi (Fiom Cgil di Pistoia).
Ma ci sono ancora molti problemi, che la Fiom chiede all’azienda di risolvere, o perlomeno di affrontare.
Stamani si è svolta un’assemblea di questi lavoratori: non in azienda naturalmente, ma all’esterno, nel Cral aziendale di via Ciliegiole. Al centro della discussione proprio la richiesta di un tavolo con Hitachi per implementare il protocollo dell’Incentrato con assunzioni e equiparazione dei diritti tra i lavoratori dello stabilimento.

Daniele Calosi (Segretario Generale della FIOM CGIL di Firenze-Prato-Pistoia) sottolinea il paradosso che accompagna “questi lavoratori che ogni giorno entrano a lavorare nello stabilimento di Hitachi, mangiano in mensa, prendono il caffè alle macchinette, ma non possono riunirsi per discutere delle proprie problematiche, come garantisce il contratto e la Costituzione, all’interno della fabbrica”.
Una “sperequazione” inaccettabile. “Per questo – aggiunge Calosi – chiediamo un tavolo all’azienda per discutere di assunzioni di quei lavoratori sulla base delle ore sviluppate dagli appalti e di una discussione industriale sulle lavorazioni che è possibile reinternalizzare”.
Inoltre la Fiom verificherà che le 24 ore triennali di formazione previste dal Contratto siano effettivamente svolte dalle ditte esterne in Hitachi e “chiederà alle altre Organizzazioni Sindacali e alle Istituzioni locali e regionali di riconvocare al più presto il tavolo che era stato aperto l’autunno scorso”.

Dopo l’assemblea di stamani si sono incontrati con gli organi di informazione Andrea Vignozzi (Fiom Cgil di Pistoia) e due Rsu Fiom Cgil dell’Hitachi Gianluca Zanetti e Diego Breschi che hanno sottolineato ancora la situazione paradossale di questi lavoratori: stesso lavoro nell’Hitachi, senza avere i diritti dei dipendenti dell’azienda. E ricordano che la percentuale di questo tipo di occupazione (che la dirigenza dice di usare per gestire i picchi di lavoro, e che spesso diventa una sorta di “intermediazione di manodopera”) hanno numeri che appaiono assai superiori alla “normalità”: in alcune fasi di lavoro superano il 50% degli addetti. “In altri stabilimenti del gruppo, a Napoli e più ancora a Reggio – sottolineano le due Rsu – arrivano al massimo al 20%”.
Il pericolo? Quello di trovarsi come nei cantieri navali, dove ci sono 10 interni contro 1000 esterni.
“Nessuno vuole la sparizione dell’Incentrato – commenta Vignozzi – vogliamo solo avviare una discussione sui criteri industriali che stanno alla base di certe scelte”.
Alcune lavorazione possono essere portate dentro. O comunque occorre trovare sistemi che rendano il più possibile simili i trattamenti di lavoratori che fanno fianco a finaco lo stesso tipo di attività.







