FIRENZE – Una Fiorentina prima bella e sfortunata, poi deludente e impalpabile crolla in casa contro il Frosinone e resta ultima in classifica.
Clima di grande festa al Franchi per il debutto casalingo in campionato della squadra di Grosso, attesa al riscatto dopo la pesante sconfitta dell’esordio a Roma, che cade in concomitanza con il centenario della formazione gigliata. Un compleanno preceduto da una serie di appuntamenti diffusi in città e che proseguirà anche nei prossimi giorni, culminando nella grande serata evento del 2 settembre con un “all star game” al Franchi in cui scenderanno in campo tutte le vecchie glorie – molte presenti già oggi allo stadio – che hanno fatto la storia passata e recente della Fiorentina.

Emozionante coreografia della Curva Fiesole prima dell’inizio del match, con un enorme giglio e la data “1926” che ricorda l’anno di nascita dell’Associazione Calcio Fiorentina, oggi in campo con la storica divisa biancorossa che venne utilizzata nei primi anni di attività agonistica, prima di passare nel 1929 alla caratteristica maglia viola.
Mister Grosso vara una formazione largamente rimaneggiata rispetto a quella che lunedì scorso è stata travolta all’Olimpico, con il debutto da titolari dei terzini spagnoli Jimenez e Valdepenas e Oluai e Atta a dare quantità e qualità in mezzo al campo, mentre Kean, a un passo dal trasferirsi al Como, non figura nemmeno tra i convocati.
Avvio su ritmi discreti con i viola che cercano subito di prendere il controllo del match ma il Frosinone non dimostra un atteggiamento rinunciatario e cerca di rispondere in ripartenza alle iniziative dei gigliati. Al 9′ potenziale occasione per Pellegrino che si libera del suo marcatore nell’area piccola ma è costretto ad allargarsi e a scaricare su Mastantuono sull’uscita di Palmisani.
Al 12′ ospiti pericolosi con la sponda di Raimondo per Bracaglia che carica il sinistro al limite dell’area ma il suo tiro è piuttosto centrale e De Gea blocca in due tempi. Passa un minuto e viola a un passo dal vantaggio: ottimo appoggio di Pellegrino per l’accorrente Gudmundsson sulla fascia sinistra, l’islandese entra in area ma si fa ipnotizzare da Palmisani che respinge la sua conclusione.
Intorno al quarto d’ora di gioco sale in cattedra Mastantuono: il talento argentino in prestito dal Real prima guadagna un prezioso calcio di punizione dal limite che però viene intercettato dalla barriera, poi mette i brividi a Palmisani con un sinistro a giro che sibila poco fuori dalla porta avversaria.
La Fiorentina aumenta i giri del motore, il Frosinone appare in netta difficoltà e non riesce a contenere gli inserimenti in avanti dei giocatori viola, che dopo una prima fase di rodaggio adesso giocano con fluidità e velocità, con Mastantuono e Pellegrino a creare costanti pericoli alla retroguardia ciociara.
I viola attaccano ma dietro appaiono un po’ troppo leggeri e distratti: al 24′ è bravo Oulai a bloccare il tiro a botta sicura di Fini, ma due minuti dopo una dormita generale della difesa gigliata apre le porte al vantaggio del Frosinone. Bella iniziativa sulla sinistra del georgiano Kvernadze che difende palla lungo la linea di fondo e poi mette in mezzo per l’accorrente Raimondo il cui tiro al volo piega le mani a De Gea, forse preso anche in controtempo.
Fiorentina colpita per una grave disattenzione difensiva ma anche sfortunata nella reazione, con due legni colpiti nel giro di altrettanti minuti: al 34′ azione personale di Mastantuono che di destro colpisce la base del palo a Palmisani nettamente battuto, al 36′ Valdepenas lanciato in campo aperto davanti al portiere avversario si fa deviare la conclusione di sinistro che prima sbatte sul palo, poi viene trattenuta da Palmisani sulla linea di porta.
I viola arrivano in area avversaria con estrema facilità, ma dentro soffrono soprattutto su palla inattiva: e sul corner battuto al 38′ da Calò è Bracaglia a svettare nell’area piccola e rubare il tempo a Dragusin, colpendo di testa un pallone che De Gea può solo raccogliere in fondo alla rete. Clamoroso doppio vantaggio dei ciociari al Franchi per un punteggio molto penalizzante nei confronti della squadra di Grosso, ma gli uomini di Alvini sono stati senza dubbio abilissimi a concretizzare le poche occasioni avute e a sfruttare gli errori difensivi dei viola.
Addirittura al 44′ il Frosinone va vicino alla terza rete con la conclusione dalla distanza di Oyono, con De Gea reattivo a respingere di pugno in angolo. La fine del primo tempo è provvidenziale per una Fiorentina volenterosa e sfortunata ma un po’ in confusione, con troppi giocatori che iniziano a prendere iniziative individuali a scapito di un gioco corale.

La seconda frazione si apre con un nuovo brivido per i viola, sempre su corner: la difesa si perde Monterisi che incorna bene di testa e manda il pallone di poco alto sopra la traversa di De Gea. Al 52′ destro da fuori area di Ndour che si perde a lato e Fiorentina che cerca di scuotersi sotto la spinta incessante della Curva Fiesole; al 56′ altro sinistro rasoterra di Mastantuono, che però non inquadra lo specchio della porta.
Al 63′ connessione scuola Real tra Valdepenas che scatta sulla sinistra e mette un cross rasoterra per Mastantuono, il cui tiro termina sopra la traversa: il giovane argentino appare comunque il più volitivo tra gli uomini del reparto offensivo, dove Pellegrino si fa vedere sempre meno e Gudmundsson viaggia a intermittenza.
Ma al 68′ su lancio in avanti Raimondi brucia sul tempo Pongracic e Dragusin, arpiona il pallone al limite dell’area piccola e lascia partire un tiro al volo di collo pieno che trafigge De Gea e porta gli ospiti sul triplo vantaggio, un risultato impronosticabile alla vigilia del match. Grosso tenta di cambiare qualcosa a centrocampo e chiama fuori Gudmundsson, bersaglio di sonori fischi del pubblico viola all’uscita dal campo: ma è tutta la squadra ad essere vistosamente calata dal punto di vista fisico e psicologico nel corso del secondo tempo.
Al 83′ ci prova Pellegrino, ma il suo sinistro termina a lato; i viola non vogliono alzare bandiera bianca, ma la manovra appare lenta e compassata e negli ultimi minuti subentra anche un po’ di sfiducia e rassegnazione. La partita finisce così, con un largo successo degli ospiti e una Fiorentina sommersa dai fischi di disapprovazione del Franchi per una festa rovinata e una prestazione deludente: i viola sono ancora un cantiere aperto, in attesa di completare la rosa con le ultime operazioni in entrata e in uscita e di sciogliere alcuni dubbi tattici che mister Grosso è chiamato a risolvere per dare equilibrio alla squadra.
L’allenatore ha bisogno di tempo per lavorare, ma Firenze inizia a essere preoccupata: in queste due prime giornate di campionato sono ben 7 le reti subite a fronte di zero goal realizzati, numeri che certificano un attacco da cambiare e una difesa da rivedere.

FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea; Jimenez (83′ Joao Mario), Pongracic (61′ Viery), Dragusin, Valdepenas; Ndour (61′ Fagioli), Oulai (71′ Brescianini), Atta; Mastantuono, Gudmundsson (71′ Mandragora); Pellegrino. A disposizione: Lezzerini, Christensen, Dodò, Ranieri, Jallow, Mazzeo, Pirrò. All. Grosso.
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono, Monterisi, Calvani (74′ Cittadini), Bracaglia (74′ Terzic); Calò (82′ Grillitsch), Masini; Fini (46′ Zerbin), Schmid, Kvernadze; Raimondo (89′ Birligea). A disposizione: Pisseri, Desplanches, Amey, Cichella, Akpoguma, El Azzouzi, Hasa, Fayed, Tchato. All. Alvini.
ARBITRO: Giuseppe Collu (Cagliari); guardalinee Tegoni e Yoshikawa; quarto uomo Ayroldi; VAR Prontera.
RETI: 26′ Raimondo, 38′ Bracaglia, 68′ Raimondo
NOTE: ammoniti Raimondo, Bracaglia, Jimenez, Calvani, Gudmundsson, Dragusin; calci d’angolo 8-5; tiri in porta 4-5; recupero: 3′ e 5′









