PISTOIA – Le manovre per le nomine in Provincia, secondo le ricostruzioni di un giornale locale, hanno mandato in fibrillazione il Partito democratico. Ricostruzioni messe insieme partendo da un presunto scontro tra Marco Furfaro e Bernard Dika. Mentre il primo smentisce ogni coinvolgimento (“Io sinceramente non so nulla, figurati se mi occupo degli incarichi in Provincia”), il secondo lancia ammonimenti pesanti.

L’oggetto del contendere è la nomina alla vice presidenza della Provincia di Bruno Leka, consigliere comunale di Pistoia, sponsorizzato da Dika. La nomina spetta al presidente Luca Marmo, la le pressioni esterne sono fortissime. Dika ricorda che in consiglio provinciale c’è una netta maggioranza che si è schierata per Leka: “Si rispetti la democrazia – ammonisce il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana – il consenso deve contare più delle correnti”. Poi l’affondo che ha fatto imbufalire una parte del Pd: “Voglio escludere che nell’opposizione alla nomina di di Leka possa entrarci il fatto che Bruno è di origine straniera, perché se anche solo pesasse nella valutazione, sarebbe gravissimo”.
Una dichiarazione incendiaria che paventa posizioni razziste dentro il Pd.
Durissima la reazione del segretario provinciale del Pd Marco Mazzanti.
“Non voglio unirmi al dibattito in corso – afferma Mazzanti – mi preme, però, una precisazione: nessuna ipotesi di razzismo trova spazio all’interno del Partito Democratico, tra i suoi iscritti e i suoi amministratori. Sgombrare il campo da certe ricostruzioni non solo è doveroso, ma significa riaffermare la dignità della comunità democratica e del partito di cui sono segretario, composto da donne e uomini liberi, generosi e saldamente ancorati ai valori costituzionali di uguaglianza e solidarietà. Anche solo alludere a posizioni di questo tipo, che appartengono alle pagine più buie della nostra storia, è inaccettabile e gravissimo. Esprimo pertanto piena solidarietà al Presidente Marmo, che sta svolgendo valutazioni di merito del tutto autonome, fuori da ogni logica di spartizione politica. Così come ribadisco vicinanza e supporto a tutti i consiglieri provinciali di maggioranza, confermando il sostegno del Partito Democratico per il compito impegnativo a cui sono stati chiamati”.
Non meno dura, Simona Querci, consigliera regionale del Pd e collega di Dika.
“Sono inaccettabili e gravi le insinuazioni di razzismo che ho letto, che non trovano alcun appiglio né nel nostro partito, tanto meno nelle manifeste e specchiate azione politica e sensibilità del presidente Marmo al quale esprimo la mia piena fiducia. Marmo ha l’esperienza, la competenza e l’obiettività per prendere le decisioni più ponderate. Lo ha dimostrato in questi anni, con un costante lavoro rispettoso delle istituzioni e degli organismi politici”.
E’ sceso in campo anche Riccardo Trallori, dell’area Schlein.
“Esprimo piena fiducia al presidente della provincia Luca Marmo nelle scelte che vorrà compiere sull’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali. Le uscite pubbliche odierne cozzano con la storia della comunità democratica pistoiese, che da anni e anni fa scelte realmente inclusive a partire dalle sue liste e dai suoi incarichi interni. Confido che Marmo saprà agire con equilibrio e nel solo interesse del territorio, senza cedere a strumentalizzazioni”.
Infine, Matteo Giusti. “In questi anni da consigliere provinciale ho avuto modo di conoscere il presidente Luca Marmo. Qualsiasi riferimento, anche solo indiretto, a presunte motivazioni legate alle origini dei consiglieri nelle scelte che riguardano la vicepresidenza della Provincia è semplicemente fuori luogo e inaccettabile. Credo che occorra riportare la discussione sul terreno politico e istituzionale. La scelta del vicepresidente rientra nelle prerogative del presidente della Provincia ed è giusto che Marmo possa esercitarla liberamente, assumendosene, come è naturale, la responsabilità politica. Trasformare una normale discussione sugli assetti della Provincia in qualcosa che richiami, anche implicitamente, il tema del razzismo non aiuta nessuno e rischia soltanto di alzare inutilmente i toni. Il Partito Democratico ha davanti questioni ben più importanti sulle quali confrontarsi e lavorare. Mi auguro quindi che si torni rapidamente alla politica e che il presidente possa completare la propria squadra nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni”.







