mercoledì, Settembre 9, 2026

Firenze, evasione e riciclaggio: sgominata banda che operava in tutta Italia

FIRENZE – Sequestrati beni per oltre 14 milioni di euro, 44 interdizioni dall’attività imprenditoriale, 3 carcerazioni preventive e uno agli arresti domiciliari. E’ l’esito della maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Firenze nei confronti di 48 persone indagate per associazione per delinquere, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

La Gdf di Firenze (foto d’archivio)

Il sodalizio criminale operava nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e calzature soprattutto nel Lazio, in Campania e in Toscana. Stamattina (giovedì 14 luglio) la maxi operazione congiunta della Gdf, con il dispiegamento di 150 finanzieri nelle province di Firenze, Prato, Ancona, Arezzo, Benevento, Bologna, Crotone, Forlì-Cesena, Milano, Modena, Monza-Brianza, Napoli, Padova, Reggio Emilia, Teramo, Verona e Vicenza.

Le indagini, coordinate dalla Procura e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, sono state sviluppate anche attraverso l’analisi dei flussi finanziari, la consultazione delle banche dati e l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette.

Secondo quanto ricostruito, le imprese coinvolte, alcune delle quali di breve durata (le “apri e chiudi”) avrebbero accumulato debiti fiscali a fronte dei quali sono risultate essere destinatarie di avvisi di accertamento e/o di cartelle esattoriali insolute per circa 15 mln di euro.

Le somme sottratte al fisco, pari a circa 10 milioni di euro, sarebbero state poi traferite in favore di ulteriori quatto cittadini cinesi titolari di imprese operanti a Firenze. Questi ultimi, nei confronti dei quali è stata ipotizzata un’associazione per delinquere, subito dopo aver ricevuto tali somme, avrebbero sistematicamente trasferito i proventi all’estero attraverso il sistema di exchange di criptovalute e il successivo trasferimento delle stesse su ulteriori portafogli virtuali (“wallet”).

Per tracciare i flussi finanziari e i punti di conversione tra moneta corrente e criptovaluta, la Procura fiorentina ha trasmesso ordini europei d’indagine e richieste di rogatoria nei confronti di numerosi Stati esteri (Germania, Lituania, Slovenia, Estonia, Liechtenstein e Seychelles). Grazie alla cooperazione giudiziaria internazionale si è appreso che i proventi dell’evasione fiscale sarebbero stati dapprima convertiti in valute virtuali, poi trasferiti verso wallet, presso ulteriori exchanger alle Seychelles, intestati a cinesi, e, da ultimo, riconvertiti in moneta corrente.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome


ultime dalle province