FIRENZE – Avevano dato a prestito soldi con un interesse quasi del 100%, pretendendo anche assegni preventivi come garanzia per la copertura dell’importo finale. I quattro usurari, indagati per reato di usura in concorso con l’aggravante di aver agevolato un’associazione di stampo camorristico, sono finiti oggi davanti al Gip del Tribunale di Firenze che su richiesta della DDA, ha comminato per tre di loro (tre uomini rispettivamente di 19, 39 e 48 anni) la custodia cautelare in carcere. Per la quarta persona, una donna di 38 anni, sono stati invece disposti, in via precauzionale, i domiciliari.

L’inchiesta che ha portato a scovare i quattro malviventi è partita a settembre, a seguito dell’esito di un’ altra operazione della DDA fiorentina coordinata dalla Direzione nazionale antimafia. In quell’occasione si arrivò all’arresto e all’emissione di 12 misure cautelari tra Firenze e alcune località delle province di Salerno, Verona e Potenza. Per gli indagati i reati contestati furono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati, con l’aggravante mafiosa per aver agevolato un clan camorristico presente nella provincia di Salerno.
Durante l’operazione gli investigatori trovarono a casa di due degli indagati, entrambi campani, alcuni assegni e cambiali che si sono poi rivelati fondamentali per gli sviluppi investigativi che ne sono derivati. Le cambiali rinvenute avevano come unico debitore la stessa persona, il nome del beneficiario lasciato in bianco così da poter girare agevolmente i titoli a terzi creditori.
A partire da questi ritrovamenti, attraverso l’indagine per usura, gli uomini della Squadra Mobile di Firenze hanno ricostruito le singole posizioni ed i ruoli degli odierni indagati nella vicenda di usura, consentendo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze di richiedere le misure cautelari oggi eseguite.





