giovedì, Luglio 9, 2026

Forza Italia, Eugenio Giani e la contestazione a San Marcello

SAN MARCELLO – “Sabato 4 Luglio il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha presenziato alla cerimonia di riapertura delle sede dell’UCAP presso Villa Vittoria, a San Marcello P.se. E’ stato accolto da una salva di fischi che hanno fatto da colonna sonora per tutto l’evento, fischi dovuti per chi ha manifestato civilmente il proprio dissenso alle politiche sanitarie di una regione che letteralmente se ne frega dei diritti di una parte dei propri cittadini, in barba alla Costituzione ed al senso generale di giustizia, di umanità e di solidarietà, che tanto viene sbandierata alla bisogna, ma che poi, al momento di applicarla concretamente le si preferisce il più classico, sordiano, io so io e voi non siete…

Giani ci ha fatto sapere, sprezzante del ridicolo, che è solo grazie a lui se c’è ancora un ospedale in montagna, dicendo in una sola frase ben due inesattezze, gravi, perché l’ospedale c’è grazie a Lorenzo Pacini, e a chi in seguito si è prodigato per farlo crescere e migliorare, mentre grazie a Giani, ed a Rossi, da tredici anni quell’ospedale non c’è più, come non c’è più un pronto soccorso!

Il Presidente ha poi specificato che i fondi eventuali per attivare un Pronto Soccorso di area disagiata a San Marcello non ci sono. Quanti dovrebbero essere questi soldi non si sa. Il suo direttore generale dice sei milioni. Giani dice dieci. Poi divenuti venti. Si parla comunque di un granello di sabbia rispetto agli oltre otto miliardi destinati dal SSN a quello regionale, ovvero ai 13,7 complessivi del bilancio regionale. Siamo nell’ordine del due per mille nella peggiore delle ipotesi. Le motivazioni, ripetute a mantra, sono sempre le stesse: il governo (di centrodestra…) cattivo che non ci dà i soldi. Falso. Da quando la Meloni è Primo Ministro i trasferimenti statali sono aumentati e mai le regioni hanno avuto fondi tanto ingenti. Per il 2026 la cifra in carico alla Regione Toscana è di 8 miliardi e 273 milioni di euro. La contro battuta è sempre la stessa, anch’essa mandata a memoria da tutti i governatori di centrosinistra, ovvero che sì il governo ha trasferito fondi in quantità mai viste prima, ma comunque in percentuali sul PIL sempre più basse e ben lontane del mitologico 7,2% dell’amata Francia. Peccato che si scordino di dire che il PIL italiano dal 2022 è letteralmente impennato, molto più di quello francese, a causa del superbonus, per tanto è evidente che se il trasferimento è inferiore al 7,2% “francese” in assoluto è comunque il più alto di sempre.

Ma dove Giani, spalleggiato dal suo sottosegretario Dyka si è superato, è nei “non ricordo” profferiti in risposta a semplici domande quali: Come mai nel 2020 e ad inizio 2022, in piena crisi Covid, con due distinti DGRT la Giunta dichiarava il Pacini PS di area disagiata? Come mai ad Ottobre 2022, terminata di fatto l’emergenza sanitaria, dopo le elezioni politiche vinte dal centrodestra, quella stessa giunta emise un nuovo DGRT che toglieva l’area disagiata solo alla montagna pistoiese senza dare nessuna motivazione tecnica? Come mai a dicembre 2025, con un quarto DGRT la nuova giunta Giani confermava la declassificazione del Pacini a PO elettivo senza PS? Nonostante due mozioni consiliari, dei comuni di San Marcello Piteglio ed Abetone Cutigliano, impegnassero i rispettivi sindaci a richiedere di nuovo un PS di area disagiata? Avrà forse inciso la vittoria parziale di Tomasi in tutti i comuni montani? Perché come si suol dire a pensar male si fa peccato, ma…; e diciamo questo perché le elezioni regionali avvennero due mesi e mezzo dopo l’incontro che i rappresentanti del C.R.E.S.T. ebbero con lo stesso Giani, che in quel contesto affermò: “se gli ospedali di area disagiata della ASL Sud Est hanno diritto al riconoscimento di area disagiata, lo stesso deve spettare alla Montagna Pistoiese”. 

Se il 5 agosto 2025 fece queste affermazioni logica vuole che le motivazioni secondo le quali veniva concesso il riconoscimento, e quali fossero le caratteristiche per ottenerlo, gli fossero ben chiare. Almeno fino a Sabato, quando non sapeva, non se le ricordava… Credo che questa terra meriti ben altro trattamento da ben altri amministratori”.

Franco del Re, Consigliere Forza Italia Montagna

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