domenica, Aprile 19, 2026

Fulminacci in concerto al Mandela Forum di Firenze

FIRENZE – Dopo l’intensa esperienza alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dove ha presentato il brano “Stupida sfortuna” conquistando il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio Assomusica Sanremo 2026 per la “Migliore Esibizione Live di un artista rivelazione”, e la pubblicazione del nuovo album “Calcinacci”, Fulminacci torna finalmente dal vivo: “Palazzacci Tour 2026” è la tournée che lo vede per la prima volta protagonista nei palasport e che lo porterà sabato 18 aprile al Mandela Forum di Firenze.

I biglietti per la tappa fiorentina – da 39 a 56 euro – sono disponibili online su bitconcerti.itticketone.it, su magellanoconcerti.it e nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804).

Fulminacci in concerto (foto di Stefano Di Cecio)

Il “Palazzacci Tour 2026” rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita dell’artista e nell’affermazione della sua penna unica nel cantautorato contemporaneo. Uno stile apprezzato fin dagli esordi da pubblico e critica, che gli è valso la Targa Tenco 2019 nella categoria Opera Prima. La tournée nei palazzetti sarà seguita dagli appuntamenti estivi di “Fulminacci All’aperto”. Di seguito il calendario delle date, prodotte e organizzate da Magellano Concerti:

Questa sarà l’occasione per ascoltare finalmente dal vivo i brani del nuovo album “Calcinacci” (https://wmi.lnk.to/calcinacci; Maciste Dischi/Warner Records Italy/Warner Music Italy).

“È il mio primo disco fatto a Roma, la mia città. Senza orari, senza fretta, senza treni. Io, Golden Years e qualche amico che ogni tanto ci è venuto a trovare. Le canzoni sono uscite fuori per gioco, non le ho mai cercate – racconta Fulminacci – La coerenza non è mai stata il mio forte ma stavolta il suono generale è più asciutto, minimale, con i testi e le melodie sempre al primo posto. I calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire”.

“Calcinacci” è un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. C’è ironia, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Il disco ride delle proprie sventure, accetta le contraddizioni, si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza.

A completare il quadro anche due collaborazioni speciali, che si inseriscono con naturalezza nell’universo narrativo del nuovo lavoro in studio: Franco126 e Tutti Fenomeni. Due artisti affini al cantautore per sensibilità e sguardo, capaci di aggiungere nuove sfumature senza alterare l’identità dell’album. Due tasselli diversi ma perfettamente armonici, che contribuiscono a rendere ancora più ricco e sfaccettato il mosaico del nuovo lavoro in studio.

La produzione, curata da Golden Years, che lo ha accompagnato anche in qualità di direttore d’orchestra sul palco dell’Ariston, intreccia sonorità pop, dettagli elettronici e momenti acustici: una collezione di istantanee che si susseguono, dove ogni brano diventa un racconto.

Ad accompagnare l’arrivo del disco ci sono stati tre appuntamenti speciali al cinema con “Calcinacci” a Roma, Napoli e Milano.

Il cortometraggio, che lo ha visto protagonista, espande in forma cinematografica l’universo narrativo dell’album. Il progetto segna un passo inedito nel percorso creativo di Fulminacci: non un semplice videoclip, ma un vero cortometraggio, diretto dai Bendo e da Filiberto Signorello che hanno contribuito alla scrittura insieme a Fulminacci e Giovanni Nasta.

Con le partecipazioni tra gli altri di attori del calibro di Pietro Sermonti e Francesco Montanari, il film racconta in forma parallela e cinematografica le atmosfere e le storie contenute nel disco. L’idea nasce dal desiderio dell’artista di sperimentare un linguaggio visivo più ampio rispetto al formato tradizionale del videoclip, costruendo una narrazione capace di affiancare la musica senza limitarla.

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