mercoledì, Settembre 9, 2026

“Giocaconisa”: un’associazione ludica nel segno di socialità e divertimento

SERRAVALLE PISTOIESE – Un’associazione ludica aperta a tutti, nata con l’idea di condividere la passione dei giochi da tavolo organizzando occasioni di incontro e di socializzazione, per passare qualche ora giocando insieme e stando in compagnia.

Da gennaio del 2024 è attiva a Serravalle “giocaconisa”, associazione ludica fondata da Federica Rocchi e Lorenzo Becciani, che nel corso dei mesi si è sviluppata e fatta conoscere sul territorio, raccogliendo nuove adesioni e registrando un ottimo riscontro di pubblico: grandi e piccoli partecipano con entusiasmo alle serate e agli eventi organizzati dall’associazione, mettendo in campo la propria abilità nei giochi da tavolo, migliorando le proprie capacità di pensiero logico e strategico, ma soprattutto divertendosi in compagnia, in un ambiente accogliente e familiare, dove è possibile fare nuove amicizie e trascorrere qualche ora piacevolmente.

Alcune immagini delle serate ludiche con giochi da tavolo organizzate dall’associazione “giocaconisa” di Serravalle

“Siamo un’associazione senza scopo di lucro dedita alla promozione di eventi ludici come giochi da tavolo e serate ludiche – spiega Federica Rocchi – l’accesso a quest’ultime è libero e gratuito, c’è la possibilità di tesserarsi soprattutto per rimanere in stretto contatto con le iniziative che di volta in volta andiamo a organizzare sul territorio, ma il nostro è uno spazio aperto a tutti, bambini e adulti. Alle nostre serate ludiche partecipano persone di tutte le età che condividono la passione per i giochi da tavolo o che semplicemente hanno la curiosità e la voglia di mettersi alla prova: alcuni all’inizio si mostrano un po’ titubanti e refrattari nel voler giocare, ma poi, una volta che hanno compreso le regole del gioco e sono entrati nel clima della serata, si lasciano coinvolgere e finiscono per appassionarsi”.

Ma come è nata l’idea di dare vita a questa associazione?

“All’incirca quattro anni fa – racconta Federica – durante il periodo della pandemia e del confinamento domestico, io e Lorenzo ci siamo trovati molto spesso a trascorrere intere giornate in casa con nostro figlio Luca, che all’epoca aveva quattro anni, e abbiamo deciso di passare il tempo facendo giochi da tavolo, a partire dai grandi classici.

Ci siamo presto resi conto che Luca era molto portato per questi giochi, tanto da appassionarsi e da essere in grado di giocare a giochi più complessi di quelli riservati alla sua fascia di età; anche noi in parallelo ci siamo appassionati di nuovo a giochi che conoscevamo già dai tempi della nostra adolescenza e in più abbiamo iniziato a sperimentare giochi nuovi, è stato un crescendo che ci ha portati nell’arco di questi anni a sviluppare una passione comune.

Nel frattempo Luca aveva già cominciato a partecipare a tornei, mentre il numero dei giochi continuava ad aumentare: ci siamo allora domandati se non fosse davvero il caso di condividere questa esperienza, questi momenti e questa passione anche al di fuori delle nostre mura di casa, a un certo punto ci siamo quasi sentiti costretti a fare questo passo necessario che ad oggi, a quasi un anno dalla nascita dell’associazione, sta avendo ottimi riscontri”.

Un’associazione il cui nome, “giocaconisa”, ha un’origine piuttosto curiosa.

“Isa è il diminutivo di Isabella, la sorella minore di Luca, che quando abbiamo iniziato a fare i giochi da tavolo era ancora troppo piccola per poter giocare insieme a noi e si intratteneva da sola con i suoi disegni e i suoi giochini. Alle volte ci sentivamo un po’ in colpa perché ci sembrava di escluderla, per cui ogni volta che finivamo un gioco dicevamo a Luca che adesso era il momento che giocasse un po’ con Isa. Quando abbiamo dovuto scegliere il nome dell’associazione ci siamo ricordati di questo invito, che, oltre a richiamare una curiosa situazione della nostra famiglia, rispecchia un po’ la nostra idea di non voler escludere nessuno e anzi di rendere le nostre serate ludiche uno strumento di partecipazione e di inclusione sociale”.

Partendo dall’esperienza del figlio Luca, che oggi, a otto anni, conosce a memoria regole e strategie di tanti giochi da tavolo, ed è inoltre capace di spiegarli ai giocatori principianti, Federica sottolinea l’importanza di questi giochi non solo dal punto di vista della socializzazione, ma anche da quello, assai significativo per bambini e adolescenti, della formazione e del miglioramento delle capacità logiche, deduttive, strategiche e creative. In un contesto in cui i più giovani sono continuamente e prematuramente immersi nel mondo digitale dei videogiochi online, riscoprire il piacere di stare insieme e di divertirsi attorno a un tavolo a stretto contatto, e non separati da uno schermo e collegati solo attraverso la rete, rappresenta un modo non banale e non scontato di trascorrere una serata alternativa.

Il messaggio che l’associazione vuole portare a tutti ma in particolar modo alle famiglie è il valore educativo del gioco all’interno di un contesto sociale positivo, dove è possibile riscoprire un tempo di qualità da trascorrere in compagnia, anche con persone all’inizio sconosciute e nuove che però attraverso il gioco diventano presto amici.

“È una bella avventura e siamo contenti di come si sta evolvendo, la nostra base sono gli spazi dell’ex scuola materna di Serravalle in via Garibaldi e al momento la cadenza delle serate ludiche è due volte al mese a venerdì alternati. In questi mesi ci siamo fatti conoscere e siamo stati invitati a partecipare a molte altre manifestazioni, come ad esempio il ciclo di sei incontri alla biblioteca comunale di Ponte Buggianese che sta riscuotendo un grande successo; inoltre abbiamo organizzato in estate una serata di giochi all’interno di Ponte in Festa, abbiamo partecipato a Pistoia Ludica alla Biblioteca San Giorgio, abbiamo collaborato con il Centro per Famiglie di Pistoia con varie iniziative, abbiamo partecipato al Serravalle Fort Comics, abbiamo proposto alcuni giochi a tema medievale durante l’Assedio alla Rocca.

E ci sono altri progetti nel cassetto e iniziative su cui stiamo ancora lavorando, e che spero si possano concretizzare nel prossimo futuro. Si è creata così una rete di amicizie e di collaborazioni che ci ha fatto crescere, facendoci scoprire anche tante realtà che condividono la nostra idea e lavorano sull’aspetto sociale, ludico o formativo”.

È interessante notare come molti di questi giochi abbiano una valenza educativa, sia nell’ambito dell’inclusione sociale, sia in quello prettamente formativo, costituendo un valido aiuto e uno stimolo allo sviluppo del pensiero logico e matematico, al miglioramento dei processi di indagine e deduzione, al potenziamento delle capacità di problem solving.

Senza dimenticare la creatività e la fantasia, doti proprie dei bambini che tuttavia oggi sono diventate più rare, e che andrebbero invece rivalutate nell’ottica dello sviluppo formativo dei ragazzi. A questo proposito all’interno delle proprie serate ludiche l’associazione dedica anche uno spazio ai più piccoli, non ancora in grado di cimentarsi ai giochi da tavolo, che possono però godere di un “angolino” tutto loro con le letture creative e coinvolgenti del kamishibai, il “teatrino di carta” giapponese, e con giochi più adatti alla loro fascia d’età.

“Vogliamo cercare di coinvolgere un po’ tutti, dalle famiglie con bambini e ragazzi agli adulti e agli adolescenti, per riscoprire una dimensione sociale di cui spesso ci dimentichiamo e per avvicinare nuove persone al mondo dei giochi da tavolo. Quello che ci rende felici e ci spinge a continuare su questa strada è proprio il vedere serate coinvolgenti e partecipate in cui grandi e piccoli giocano insieme, e registrare l’entusiasmo con cui ritornano la volta successiva”.

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