PESCIA – La Corte d’Appello di Firenze ha condannato Oreste Giurlani alla pena detentiva di 4 anni due mesi e 11 giorni. Confermata la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Per la legge Severino, scatta la sospensione di un anno da consigliere comunale.

Giurlani nel gennaio 2021 era stato condannato a 6 anni e 7 mesi di reclusione per peculato e abuso d’ufficio. I fatti si riferiscono al periodo in cui l’ex sindaco di Pescia era presidente dell’Uncem della Toscana. Era stato prescritto, invece, il reato di omessi versamenti all’Inps degli oneri previdenziali dei dipendenti e collaboratori dal 2012 al 2016. Per questo reato, prima che avvenisse la prescrizione, Giurlani era stato condannato a due anni.
Adesso non rimane che l’ultimo passaggio: la Cassazione. Giurlani potrà fare appello in Cassazione con termini differenziati; dipende esclusivamente da quando e come il giudice d’appello deposita le motivazioni della sentenza. Secondo l’art. 585 del Codice di Procedura Penale, i termini previsti sono tre: 15, 30 o 45 giorni.
Se la Cassazione dovesse confermare la sentenza della Corte d’Appello, l’ordine di esecuzione della pena viene attivato dal Ministero della Giustizia. Non applicabili le misure alternative come affidamento in prova, semilibertà e lavori di pubblica utilità.
Tra le altre cose, a carico di Giurlani c’è anche una sentenza definitiva della Corte dei Conti a 1,4 milioni di euro: 724.331,65 euro (nel 2022) a favore della delegazione regionale per la Toscana: con sentenza precedente (2021), Giurlani era stato condannato al pagamento, sempre all’UNCEM, di 685.872,97 euro, oltre interessi legali.






