PISTOIA – “Gli incidenti sono sempre tutti uguali quando muore qualcuno non dobbiamo cercare una colpa”. Commenta così, con amarezza, Alessandro Grassini, presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, dopo l’ennesima morte ad Altopascio.

“La colpa – aggiunge Grassini – sappiamo di chi è: della logica del profitto. Le leggi ci sono, ma non vengono rispettate. Per quanto riguarda il lavoratore: si vive in un clima che è cambiato. Si sta peggio di prima, è una corsa contro il tempo. E trovarsi a fine turno è sempre una liberazione. I
tre morti al giorno di cui parlavamo due anni fa sono superati. Ormai sono quattro. Ma a questi dobbiamo aggiungere i dati del lavoro sommerso, del lavoro al nero, del caporalato. Per non parlare delle malattie professionali. Si arriva a otto morti al giorno, con un’agonia più lunga che porta maggiori disagi anche alla comunità.
Le leggi ci sono. Ma chi controlla il controllore? I medici di Inail sono pochi. Bisogna fare prevenzione, e la si fa anche con gli incontri, sui posti di lavoro e nelle scuole, attraverso i quali cerchiamo di inculcare la cultura della sicurezza. Ma non si possono fare controlli avvisando il datore di lavoro. Ci vuole più tutela sindacale e meno paura a esporsi, più tutela per il lavoratore, che non deve aver paura di perdere il posto”.





