PRATO – Giovedì 5 maggio alcuni militanti del Partito Comunista Prato, sezione Ada e Ofelia Giuni, hanno partecipato alla seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al tema Hub del tessile.
“Ci sono domande importanti – sostiene Enrico Zanieri, segretario del Partito comunista – che non solo non ottengono risposte dal Comune, ma che non vengono nemmeno poste nella sede del Consiglio comunale. A partire dall’obiettivo dell’Hub, che ancora risulta completamente vago e oscuro. L’altro tema oscuro è chi lavorerà nell’Hub. Nessuno ha chiesto come saranno impiegati i lavoratori, con che tipo di contratto a da chi saranno assunti”.
Se era difficile aspettarsi che una domanda del genere venisse dai banchi di Lega Nord e FdI – osserva Zanieri, doveva essere naturale che la richiesta arrivasse almeno dalle dirigenze sindacali, fuori dalle sedi del Consiglio comunale.
“Non è stata chiarita – prosegue il segretario – quale tecnologia verrà utilizzata e in che modo dovrà rapportarsi con il resto del tessuto produttivo. E ancora, una domanda che ci sembra ovvia, naturale: se l’Hub del tessile era così fondamentale, che bisogno c’era di rincorrere pochi spiccioli del PNRR, quando l’investimento sarà soprattutto a carico dell’erario comunale? Perché continuare a rimanere ingabbiati in un sistema che sblocca le possibilità di investimenti pubblici solo per realizzare progetti faraonici, costosi, spesso inutili e inadeguati al contesto (a Prato abbondano gli esempi, come il mercato coperto di via Pistoiese, molte piste ciclabili a dir poco insicure e fantasiose, o ancora l’ex Creaf)”.
Sul luogo scelto per l’hub del tessile, afferma Zanieri, ci sarebbe molto da dire, da anni nell’area di Prato sud insistono gli impianti Gida e c’è un ricorso al Tar per la questione del biodigestore; da anni le rilevazioni della qualità dell’aria sono preoccupanti. A parte i 5 Stelle, nessuno ha parlato del luogo, della zona dove verrà realizzato l’Hub, “confermando quanto la politica che governa la nostra città sia lontana dai territori, dai cittadini e sia invece molto più attratta dai rendering, dai progetti di grido, che sembrano essere all’avanguardia e invece sono le classicissime cattedrali nel deserto, gli scheletri vuoti di un sistema fallito”.
Ancora, nessuno ha posto la domanda su quale sia la priorità per Prat: “Siamo i soli ad accorgerci che mancano da anni investimenti nelle scuole secondarie di secondo grado? Chiudiamo con il luogo e le alternative richiamate dal sindaco Biffoni: al sindaco diciamo che era sufficiente ascoltare le voci dei comitati, almeno per porsi alcune domande di senso. Non sappiamo quindi se al sindaco è mancato il tempo di ascoltare o la volontà”.



