venerdì, Giugno 5, 2026

I nuovi schiavi invisibili

PISTOIA – Fragole, pomodori, verdure e frutta di ogni genere arrivano ogni giorno sulle nostre tavole. Ma cosa si nasconde, troppo spesso, dietro questi prodotti?

Sfruttamento, caporalato, violenza, schiavitù. A volte perfino la morte.

Come quella dei quattro lavoratori pachistani morti bruciati vivi in provincia di Cosenza. Quattro giovani costretti a lavorare fino a 15 ore al giorno, senza retribuzione, arrivando addirittura a pagare per essere trasportati nei campi dove raccoglievano la frutta che poi troviamo nei nostri supermercati e sulle nostre tavole.

Si tratta di una nuova forma di schiavitù, sommersa ma diffusissima, che si consuma sotto gli occhi di tutti e che non può essere ignorata, tantomeno dalle istituzioni.

È necessario prendere coscienza di ciò che accade, ribellarsi all’indifferenza, organizzare controlli efficaci e intervenire con determinazione affinché tragedie come questa non si ripetano mai più.

Anche il nostro territorio, pur non avendo fortunatamente conosciuto livelli così estremi di violenza, non è immune da fenomeni di sfruttamento. Segnalazioni e notizie riguardanti organizzazioni che approfittano di lavoratori impiegati in attività agricole e produttive non sono mancate negli anni.

Fatti come questi scuotono le coscienze nell’immediato. Il compito della politica e delle istituzioni, però, è quello di non abbassare la guardia quando l’emozione svanisce. Occorre riconoscere e contrastare ogni segnale di sfruttamento, perché il caporalato e il lavoro schiavizzato minano le fondamenta stesse di una società civile: il rispetto del lavoro, la dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Servono azioni concrete, controlli rigorosi e una presenza costante dello Stato per impedire qualsiasi radicamento di queste pratiche sul nostro territorio.

Perché il rispetto della dignità umana non si misura dalle parole che pronunciamo, ma dai fatti che siamo capaci di mettere in campo.

Paolo Tosi

Consigliere comunale gruppo PD

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI