FIRENZE – Amin, Ullah, Safi e Waseem. Avevano tra i 19 e i 29 anni. Erano arrivati in Italia per lavorare. Secondo quanto sta emergendo dalle indagini, da settimane non ricevevano il salario. Hanno rivendicato ciò che spettava loro. Sono morti ad Amendolara (Cosenza) in una vicenda che richiama ancora una volta la realtà dello sfruttamento, del caporalato e della negazione dei diritti più fondamentali. Non vogliamo che i loro nomi vengano dimenticati.

Per questo, in concomitanza con la mobilitazione nazionale promossa dalla FLAI e dalla CGIL Nazionale, si svolgerà un presidio domani sabato 6 giugno davanti alla Prefettura di Firenze, alle ore 17:00, insieme a lavoratori e lavoratrici migranti e in particolare provenienti dal Pakistan e alle associazioni che nel nostro territorio si stanno battendo contro lo sfruttamento.
Per chiedere verità e giustizia.
Per dire che nessuno deve morire per reclamare il proprio salario.
Per dire, ancora una volta: mai più.
Prime adesioni: Cgil, L’Altrodiritto, Arci, Oxfam, Cat, Cospe, Associazione Progetto Arcobaleno, Consorzio Metropoli, Libera, Coop21, I Partecipate





