mercoledì, Settembre 9, 2026

Il MACCA di Peccioli: dove l’arte incontra il territorio in un museo a cielo aperto

PECCIOLI – Un museo diffuso tra installazioni e interventi di arte contemporanea che dialogano “a cielo aperto” con il paesaggio, gli arredi urbani, le vie e le piazze del borgo.

A Peccioli, in Valdera, a circa mezz’ora d’auto da Pisa, arte e territorio si uniscono e si intrecciano in maniera armonica e creativa grazie a una serie di progetti di “contaminazione diffusa” e di valorizzazione urbanistica attraverso opere di artisti contemporanei, che affondano le proprie radici già nei primi anni Novanta, con le prime installazioni presenti in paese.

Ma è dal 2016 a oggi che il nome di Peccioli è divenuto famoso non solo presso gli appassionati d’arte, ma anche per turisti e curiosi, grazie allo sviluppo di interventi artistici e urbanistici che hanno modificato e trasformato il volto di questa cittadina, senza però snaturarne l’identità, in particolare nell’impianto medievale dei vicoli e dei “chiassi” del centro storico.

La scultura “Presenze” di Naturaliter, con un enorme “gigante” che emerge dal terreno (fotografie di Andrea Capecchi)

Negli ultimi anni Peccioli è divenuta un vero e proprio “museo all’aperto” e ha valorizzato con intelligenza questa sua peculiarità, attraverso itinerari di visita che non si limitano al “circuito” delle opere d’arte contemporanea disseminate in paese, nelle immediate vicinanze e anche in alcune località limitrofe, ma includono anche percorsi alla scoperta del territorio e delle bellezze paesaggistiche delle colline della Valdera e delle Terre di Pisa.

È nato così, nel marzo 2023, il MACCA, Museo D’Arte Contemporanea a Cielo Aperto: un’istituzione che raccoglie sotto un’unica direzione le progettualità artistiche disseminate a Peccioli e dintorni, ospitando una moltitudine di opere d’arte contemporanea, frutto di un lavoro trentennale in relazione con artisti e artiste che nel tempo sono stati invitati a sviluppare progetti in sintonia con il territorio.

Il legame così longevo tra Peccioli e l’arte contemporanea ha permesso di ampliare visioni e possibilità di un luogo in costante crescita, sia dal punto di vista culturale che delle infrastrutture, della rigenerazione degli spazi e del rapporto con la comunità. Gli intrecci tra queste diverse prospettive hanno portato a una nuova consapevolezza, che ambisce alla valorizzazione del patrimonio storico, guardando alla contemporaneità come mezzo di trasformazione e di sviluppo.

“Lo sguardo di Peccioli” di Vittorio Corsini

In questo modo è possibile una riscoperta delle ricchezze storiche e del passato di Peccioli – le cui origini risalgono al periodo etrusco – attraverso l’arricchimento dato dalle opere contemporanee: un contesto, dunque, dove antico e moderno dialogano e convivono in perfetta simbiosi, come testimoniato dai molti interventi che coinvolgono zone del centro storico medievale della cittadina.

La collezione del MACCA, che oggi conta più di settanta opere, prevalentemente installazioni di grandi dimensioni, è in continuo incremento. Il museo è infatti inteso come progettualità in evoluzione, a disposizione di artisti e artiste che hanno la possibilità di intervenire e reinterpretare il luogo con la propria visione: il patrimonio artistico permette il recupero degli spazi pubblici, la riqualificazione di vecchi casolari o capannoni industriali, la creazione di spazi dedicati a una nuova mobilità sostenibile o al passaggio pedonale.

Il museo diventa diffuso, tutto da indagare e da ricercare: in poche parole, “a cielo aperto”: libero, gratuito, senza orari, accessibile a tutti. E l’arte contemporanea si fa strumento per visitare il territorio e i suoi luoghi più “nascosti”, esplorando la frazione di Ghizzano con la sua strada di case colorate da David Tremlett, oppure Legoli dove un impianto di smaltimento rifiuti si trasforma in un inaspettato centro d’arte.

La decorazione colorata della passerella pedonale “Endless Sunset” di Patrick Tuttofuoco

A Peccioli, poi, tra le installazioni artistiche e urbanistiche più appariscenti e significative si segnalano: le quattro sculture “Presenze” di Naturaliter, i celebri “giganti bianchi” che sbucano fuori dal terreno a sottolineare la rinascita e la rigenerazione attraverso l’arte e l’economia circolare; le spirali colorate “Endless Sunset” di Patrick Tuttofuoco sulla passerella pedonale che collega il borgo medievale con la parte nuova del paese, e divenuta in poco tempo uno dei simboli di Peccioli; la terrazza sospesa del Palazzo Senza Tempo, progettata da Mario Cucinella, che permette all’osservatore di liberare lo sguardo verso le colline dietro il paese; “Photo Souvenir” di Daniel Buren, una parete composta da una serie di losanghe colorate di albicocca, viola, rosa, verde e azzurro, demarcate da sottili strisce che scorrono diagonali in rapporto al muro e al cui interno sono presenti righe verticali bianche e nere.

La terrazza sospesa del Palazzo Senza Tempo, progettata da Mario Cucinella

Non mancano poi sculture, murales (come quello che celebra i passati campioni del ciclismo italiano), scritte al neon (come nei “tre chiassi a fil di luce”), illuminazioni, incisioni: un panorama artistico ampio e variegato, che dimostra la dinamicità e la poliedricità della realtà pecciolese, con importanti “ritorni” sia in termini di flussi turistici, sia di crescita dell’intera comunità.

Ne sono perfetti esempi la nuova biblioteca comunale con archivio e mediateca e soprattutto l’anfiteatro Fonte Mazzola, realizzato con gradoni di tufo sul pendio di una collina, a imitazione degli antichi teatri greci: un progetto ecosostenibile e immerso nel verde della campagna (che ricorda vagamente il Teatro del Silenzio della vicina Lajatico), sede ogni estate del festival Undici Lune capace di attirare a Peccioli artisti e musicisti di fama internazionale.

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