di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Primo incontro di fine anno del sindaco Alessandro Tomasi con i giornalisti, dopo sei anni. Insieme a lui, gli assessori e i presidenti delle commissioni consiliari.
Un incontro per parlare del bilancio appena approvato dal consiglio comunale, senza perdere di vista il futuro. Tomasi ha scelto la sobrietà, anche nelle polemiche; non ha risparmiato le critiche alla Regione, ma nemmeno al governo centrale.

Si sta concludendo un anno difficile, ancora una volta. I tagli ai comuni, il caro energia che ha fatto esplodere i costi, hanno costretto anche il Comune di Pistoia a rivisitare il bilancio senza aumentare le tasse e senza diminuire i servizi ai cittadini. Primo fra tutti, il finanziamento di 300mila euro a favore delle famiglie che non sono in grado di pagare l’affitto.
Il sindaco ha ricordato i molti cantieri aperti, dalle scuole (Frosini, Marconi, Santa Margherita) alle piste ciclabili (5 milioni per finanziare sette progetti): via del Villone, piazza Oplà, piazza San Francesco, Ponte Europa).

I fondi del PNRR. A Pistoia sono stati finanziati progetti per 31 milioni, a cui l’Amministrazione comunale ha aggiunto 3 milioni di risorse proprie, tra questi il comparto di San Lorenzo che permetterà di ridisegnare una parte importante della città e che “consentirà a quel quartiere di essere considerato a pieno titolo parte del centro storico”, ha sottolineato Tomasi, e potrebbe dare una risposta importante alle necessità di valorizzare l’opera di Marino Marini all’interno di un vero percorso museale.
Se San Lorenzo è il progetto più importante sotto il profilo urbanistico, non sono da meno Villa Benti, il complesso sportivo del Legno Rosso, il piano di riqualificazione delle periferie.
“Parteciperemo a nuovi bandi – ha annunciato Tomasi – per avere ulteriori risorse. Noi per una scelta precisa, facciamo molti progetti per essere pronti nel momento in cui ci fossero finanziamenti, puntando sulla qualità”.
Dai progetti ai problemi. A cominciare dal traffico. Il quadrante ovest è al collasso, viale Adua è la strada a più alta concentrazione di funzioni, pubbliche e private, del territorio comunale. La cancellazione del prolungamento di via Salvo D’Acquisto verso nord è stato un grande errore strategico. Il sindaco lo aveva ammesso in una intervista a Report, prima delle elezioni. Quel progetto è stato ripreso e sarà messo nel nuovo piano regolatore generale, ha assicurato Tomasi, ma non sarà semplice perché non esistono finanziamenti europei a cui attingere e quindi il quadro economico è complicato, “tenteremo – ha annunciato – di collegarlo al progetto di espansione del Conad sul retro di viale Adua”.
Ma sia il piano strutturale che il nuovo regolamento urbanistico hanno subito una frenata a causa del Covid e del cambio di dirigente. Rimangono i punti cardine come il prolungamento della zona industriale di Sant’Agostino, l’area del Bottegone e le previsioni sul Gea.
Per Bottegone, ha assicurato Tomasi, il termine rimane il 2025, ma ci sono modifiche legislative in corso. Alcuni cantieri sono stati aperti anche se rimane il problema della palestra per una questione di natura ideogeologica.
Non potevano mancare i temi di stretta attualità come Vicofaro e la Pistoiese.
“Ho firmato l’ordinanza di sgombero – ha ricordato il sindaco – per motivi igienico sanitari. A Vicofaro c’era il pericolo di diffusione della tubercolosi. Per me la questione non finisce con la riapertura al culto della chiesa, c’è un problema di sovraffollamento non accettabile: a Vicofaro si deve fare quello che la legge prevede, io ho agito da sindaco senza pensare al tornaconto politico personale. A Vicofaro si vuole creare un Cas? Bene, le norme ci sono, basta adeguarsi”.
Sulla vicenda della Pistoiese, il Sindaco è stato durissimo.
“Non entro nel battibecco da pollai che si è creato attraverso dichiarazioni e conferenze stampa – ha detto – questo starnazzare non mi interessa. La Pistoiese esiste da 102 anni e non ha mai avuto problemi con l’amministrazione. Questa società non è stata corretta, non ha mai presentato proposte per il bando di gestione da 103mila euro all’anno degli impianti. Le regole sono uguali per tutti e tutti le devono rispettare: chi è moroso non accede agli impianti. Ci sono decine e decine di società sportive che hanno un comportamento corretto seppur tra mille difficoltà. Non ho mai cambiato idea e per questo da tempo non vado più allo stadio.
Al centro delle polemiche anche lo storno di un milione di euro dal progetto per il palazzetto nell’area Pallavicini a quello del Teatro Manzoni.
“Un milione non sposta niente – ha assicurato Tomasi –. Il progetto rimane perché il territorio ha bisogno di un impianto intermedio da poco più di mille posti, per le società sportive e gli eventi. Ci sono attività sportive di livello per le quali il PalaCarrara è sovradimensionato”.
Il sindaco ha anche spiegato la scelta di dare il via libera alla costruzione della Rsa privata nell’area di Vicofaro, un terreno privato da anni e anni abbandonato a se stesso. La realizzazione della residenza per anziani, ha sottolineato il sindaco, non solo permetterà il recupero ambientale di quella vasta area dietro la vecchia fornace di via Nazario Sauro, ma garantirà l’assunzione di un centinaio di persone e migliorerà la qualità dell’assistenza.
“Certo, non può essere l’unica risposta al problema – ha ammesso Tomasi – ma la Regione non si è minimamente interessata al tema, a tal punto che il Pd si è visto costretto a presentare un emendamento”.
Infine la sanità. Il pronto soccorso è al collasso. Trenta, quaranta persone costrette ad aspettare in una stanza di nemmeno 30 metri quadrati, bambini, anziani, persone col Covid per ore in quella stanza. Malati anche per trenta ore su una barella in attesa che si liberi un posto in reparto. A Prato la Regione ha dato il via libera per l’ampliamento dell’ospedale, a Pistoia niente. Il personale sta scoppiando. E il sindaco che è il responsabile della sanità territoriale?
“Ogni mese e mezzo convochiamo il direttore generale dell’Asl Toscana Centro – ha detto Tomasi – soprattutto per la situazione della carenza di personale: medici e infermieri che se ne vanno nel privato perché hanno retribuzioni basse e uno stress elevatissimo. Per il pronto soccorso c’è un concorso che dovrebbe rafforzare l’emergenza urgenza. C’è una sola soluzione: investire sul territorio per decongestionare il pronto soccorso, altrimenti non se ne esce perché gli afflussi continueranno ad aumentare nonostante il personale sia eroico. Da parte della Regione occorre un ripensamento politico generale del sistema. I 200 milioni che arriveranno dall’aumento della quota Irpef credo non siano sufficienti”.







