PISTOIA – La passione per la scrittura e la composizione, il bisogno di esprimere in maniera libera i sentimenti, i dubbi e i problemi dell’età adolescenziale, il debutto nel mondo della musica e le aspirazioni future.
Lo scorso 20 marzo è uscito sulle piattaforme digitali e anche in formato CD l’EP di debutto della cantautrice pistoiese Clarissa Guidi, dal titolo “Guerra in testa”, composto da sei tracce di inediti, tutti con testi e musica della giovane artista. Anticipato dai due singoli “Siamo diventati grandi” e “Balcone vista mare”, il disco è stato prodotto e curato negli arrangiamenti da Bubinga Sound Studio di Marco Fattibene.
Classe 2004, pistoiese, Clarissa Guidi ha costruito il suo bagaglio tecnico e artistico studiando chitarra presso la scuola di musica Live Music Camp e, successivamente, studiando produzione e songwriting con l’insegnante Andrea Di Chiara. Alla carriera musicale affianca un solido percorso accademico: è infatti prossima al conseguimento della laurea triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Firenze.

In occasione dell’uscita dell’EP abbiamo avuto modo di incontrare Clarissa e di rivolgerle alcune domande sulla sua attività musicale e sui contenuti del disco.
Come nasce questo lavoro che segna il tuo debutto come cantautrice?
Ho iniziato a scrivere canzoni nel 2023 e per due anni ho scritto tutto quello che riassume un po’ ciò che ho vissuto nel periodo dell’adolescenza. Da tutte queste canzoni ne ho scelte sei per dare vita all’EP, il filo rosso del disco è costituito dai turbamenti di una ragazza della mia età che sta provando a capire quale sia il suo posto nel mondo, con le angosce, le ansie, le insicurezze e i desideri che sono propri della fase adolescenziale. Dopo l’uscita dei miei primi due singoli, ho deciso che questo materiale che avevo scritto doveva essere pubblicato e ho fatto una selezione ragionata dei miei pezzi per arrivare al disco, concepito come una sintesi efficace di questo percorso artistico compiuto negli ultimi tre anni.
Tra le canzoni del disco, qual è il pezzo che più ti rappresenta?
Direi proprio la title track “Guerra in testa” che poi ho scelto come titolo dell’intero progetto, è la canzone in cui mi sento più “sincera” e in cui viene fuori ciò che voglio dire di me stessa. Credo sia anche il pezzo in cui chi ascolta possa più facilmente empatizzare con ciò che dico e i sentimenti e stati d’animo che descrivo.
Ti rivolgi a un pubblico prevalentemente di tuoi coetanei?
In alcune canzoni parlo di cose che tutti possono capire o avvertire, quindi anche un adulto o una persona da me distante dal punto di vista anagrafico le può facilmente comprendere. Il destinatario principale dei miei brani restano però i giovani della mia età, soprattutto perché in molti testi faccio riferimento a sensazioni, ansie o paure che sono proprie di questa fascia anagrafica e nelle quali un mio coetaneo o una mia coetanea si può immedesimare.

Sei una cantautrice che scrive musica e testi: nel tuo caso, quale dei due è venuto prima?
Potrebbe sembrare strano, ma ciò cambia a seconda della canzone. Per esempio in “Tazza di tè”, l’ultimo brano del disco, ho scritto prima tutto il testo e poi l’ho messo in musica, invece in “Guerra in testa” ho iniziato a suonare avendo in mente questo groove particolarmente presente fin dall’inizio, che mi ha ispirato nella scrittura della strofa. In questo caso le parole hanno seguito la base quasi in maniera spontanea, sono venute di getto e non le ho più cambiate.
Quali sono gli artisti che ti influenzano o dai quali prendi ispirazione?
Anche se è sempre difficile e spesso ha poco senso voler inquadrare un artista all’interno di uno specifico genere musicale, in linea di massima io mi sento più vicina al filone indie pop e pop alternativo. In questo senso hanno avuto e continuano ad avere su di me un forte influenza artiste internazionali dell’ultimo decennio come Lana Del Rey, Billie Eilish e Lorde, mentre per quanto riguarda l’aspetto strettamente musicale in fase di registrazione del disco abbiamo deciso di riprendere alcune influenze dagli anni Novanta e primi anni Duemila, un nome su tutti quello di Amy Winehouse.
Quali sono i tuoi progetti futuri? Ti piacerebbe partecipare a un talent oppure punti più sul farti conoscere dal vivo attraverso i live?
Sinceramente mi piacerebbe iniziare a suonare un po’ di più dal vivo trovando contesti adatti a un live, tra l’altro sto riflettendo se continuare così, cantando da sola sulle mie basi mentre suono la chitarra, oppure se creare una band di supporto anche per avere più possibilità di suonare nei locali. La speranza è quella di farmi conoscere nella realtà locale, di creare nuovi contatti, e per quanto riguarda concorsi o talent, a cui fino ad ora non ho mai partecipato, mai dire mai!










