di Pietro Massaini
PISTOIA – La senatrice Barbara Masini lascia Forza Italia per abbracciare la causa di Azione. La sua scelta, spiega, è maturata dalla sofferenza di appartenere a un centrodestra liberal conservatore che non rappresenta più ,il suo modo di intendere la politica, che è invece di stampo liberale, riformista e laico. L’aggravante poi è stata la posizione di sudditanza che Forza Italia ha nel centrodestra.

Il passaggio – che può rivelarsi prezioso per Pistoia in Azione – è avvenuto in seguito alle elezioni del presidente della Repubblica e a pochi mesi dal termine dell’attuale consiliatura, in modo da non turbare negativamente gli attuali equilibri politici. Il capogruppo Iacopo Vespignani in proposito ritiene Barbara Masini un “profilo alto che può dare un contributo importante per contenuti e visibilità”.
Sembrerebbe quindi che ci sia da parte del partito la volontà di raccogliere in un “terzo polo” una fetta di elettori liberal democratici e riformisti che non si sentono adeguatamente rappresentati. Azione rappresenta in tal senso – come è stato detto nell’incontro di oggi – “una scelta di concretezza e ragionevolezza che valicano le divisioni destra-sinistra”. E Calenda potrebbe far da guida non solo per gli indirizzi politici, ma anche per il percorso da intraprendere per le amministrative. Vespignani spiega infatti che sono “pronti a qualsiasi evenienza. Come terzo polo ci stiamo strutturando per non lasciare indietro alcuna ipotesi; tra queste c’è anche quella di andare da soli, con lista civica sul modello Roma di Calenda”.

Precisa infine Barbara Masini di non essere uscita dalla maggioranza per non dare un brutto segnale a coloro che sono intenzionati ad avvicinarsi ad Azione, ma anche perché sarebbe stata una scelta immotivata, a fine consiliatura e con maggioranza comunque presente.
La senatrice si spende infine sull’elezione di Mattarella, con la politica che “si è incartata”. In quello che forse è un unicum, il Mattarella bis rappresenta per lei una scelta di spessore, anche a seguito dell’importante discorso tenuto al Parlamento.







