di Caterina Benini
SAMBUCA – Nel piccolo borgo di Pianelli in Cavanna, nel comune di Sambuca Pistoiese, si è tenuto un evento che celebra l’autunno in tutte le sue sfumature.

Grazie all’ospitalità di Alessandro Maccioni e della moglie Barbara Pratesi, è avvenuta l’accensione del canniccio, un antico metodo per essiccare le castagne.
Nell’occasione l’artista quarratino Diego Sarti ha presentato alcune sculture realizzate con il legno di castagno che ha poi donato al borgo.
In una splendida domenica di sole, si è consumato un rito che si ripete nel tempo tra i profumi di castagne, i colori caldi del bosco, le montagne pistoiesi unendo la cultura contadina alla creatività artistica.
L’accensione del canniccio nei secoli passati rappresentava l’inizio della trasformazione delle castagne in farina dolce.
Questo rito è diventato l’occasione per riscoprire le radici di una comunità che custodisce con orgoglio i saperi della montagna, che raccontano una storia di fatica, stagioni e pazienza.
Il momento di maggior espressione artistica si è avuto con la presentazione delle opere realizzate da Diego Sarti, un quarantottenne di Quarrata, che ha fatto della sua professione di falegname la cifra distintiva della sua arte.

Alla presenza di tanti amici, Alessandro e Barbara, hanno creato un’occasione unica di convivialità, intrecciando il passato con l’arte.
Diego ha la passione per il legno da quando aveva 14 anni grazie ad un vicino di casa, un falegname che nel tempo libero scolpiva nel legno volti sacri.
All’età di 16 anni Sarti ha cominciato a lavorare il legno scoprendone i suoi segreti come autodidatta. Ha deciso poi di fare il falegname unendo la passione per il legno con il proprio lavoro.
“Ricordo ancora in modo nitido quando a 16 anni ho fatto il primo intaglio, racconta Sarti, ho realizzato un teschio da un pezzo di legno di castagno, un portacenere con la bocca aperta dalla quale usciva del fumo”.
I suoi primi oggetti sono circolati nella cerchia di amici.
Era un tempo dove ancora non esistevano i social e le idee e i progetti di Dario erano frutto esclusivo della sua fantasia.

Nel 2018 avviene una vera e propria svolta. Diego unisce la lavorazione del legno alla bellezza della scultura. In quell’anno realizza un motorino a grandezza naturale, tutto di legno, capace di viaggiare. Quest’opera fu scoperta da Massimo Cappelli che iniziò a far conoscere a Quarrata il lavoro dell’amico Diego.
Tra le sue opere più innovative ci sono due biciclette interamente costruite in legno che si trovano nelle due sedi del liceo artistico Petrocchi, una a Pistoia e l’altra a Quarrata.
Quando Vinicio Magni, un noto costruttore di bici in legno che viveva a Quarrata morì, alcuni amici dettero vita ad un gruppo culturale chiamato appunto “Magnifico Ingegno”, di cui anche Sarti fa parte, con lo scopo di organizzare eventi culturali e promuovere il territorio, non solo quarratino.
Il grande pubblico ha conosciuto l’opera di Diego Sarti grazie alla realizzazione di Alien, una scultura in legno di grandi dimensioni esposta nel 2018 a Lucca Comics.
La scultura è nata durante il periodo del Covid quando l’artista si è dedicato quasi interamente alla lavorazione del legno e alla realizzazione dei suoi lavori artistici.
Al giardino dei Pianelli in Cavanna, Diego ha portato alcune opere in legno che ha poi donato al borgo.
Insieme all’amico Renzo Innocenti, davanti a tantissime persone incuriosite, sono state svelate le opere: un fungo di legno, una grande scritta che richiama il nome del borgo Cavanna nel cuore, un volto di donna tra le foglie di castagno, opera dal titolo “Il risveglio del bosco” e un libro aperto di legno con intagliate parole che raccontano della tradizione del canniccio e dell’importanza della farina di castagne per la montagna, scritte in corsivo.
“Grazie al nostro amico quarratino Diego per aver donato queste opere che troveranno degna collocazione nel giardino di Pianelli, ha commentato Renzo Innocenti, il legno è un materiale antico che in passato è stato utilizzato per l’arte sacra, è un materiale versatile impegnato nella costruzione di case e oggetti, per scaldare e per essere trasformato in opere d’arte come l’artista ci ha dimostrato oggi”.
Innocenti si è poi soffermato sull’importanza del legno come materiale sostenibile ed ha commentato dicendo che “per apprezzare un’opera non importa che sia eseguita con materiali preziosi, abbiamo la dimostrazione che basta un legno anche abbandonato nel bosco perché la fantasia e la maestria dell’artigiano e dell’artista possano trasformarla in un’opera d’arte capace di suscitare emozioni”.
Diego Sarti unisce nel suo lavoro tecnica e passione che riesce a trasmette con le sue opere.
“Mentre lavoro il legno provo tranquillità, serenità, da un semplice pezzo che non significa niente mi diverto a tirare fuori un’opera che parte sempre da un’idea che si trasforma in un progetto sulla carta, che poi trova la sua realizzazione nell’opera conclusiva”.
Testa, carta, legno è il percorso che Diego fa per trasformare un materiale caldo come legno in una vera e propria opera d’arte, una scultura che sappia trasmettere a chi la osserva emozioni e riflessioni.
La giornata è nata da un’idea di Barbara Pratesi, perfetta padrona di casa, una pittrice molto conosciuta non solo a Pistoia.
“Vorrei trasformare Pianelli ne “Il giardino degli artisti”, un progetto che prenderà vita il prossimo anno e prevede un giorno di primavera dove pittori, scultori e fotografi potranno ritrovarsi in questo luogo per realizzare un’opera ispirati dalla bellezza del posto, in un momento di convivialità che sarà poi interpretato nelle diverse forme d’arte”.
Dopo la presentazione delle opere di Sarti, gli ospiti dell’evento hanno assistito all’accensione del canniccio grazie ad Alessandro Maccioni che con cura e passione porta avanti un’antica tradizione della montagna.
Alessandro ha acceso il primo fuoco che rimarrà vivo per 40 giorni ininterrottamente. Nella parte alta della stanza sono depositate le castagne raccolte intorno a casa che dovranno essere essiccate per poi essere sbucciate da una macchina che formerà la “pulla”, un pellet riutilizzato per controllare il fuoco.
Solo dopo questo lungo tempo di essiccatura, tutto verrà portato al mulino per la preparazione della farina di castagne.
In un mondo che corre veloce fermarsi tra i castagni, lasciarsi avvolgere dal calore del legno e dal profumo del fuoco è un modo per far resistere e amare le vecchie tradizioni e la montagna che ci circonda.
L’autunno è il tempo migliore per riscoprire luoghi come Cavanna, dove la natura si intreccia con la memoria attraverso gesti semplici ma profondi.


