PISTOIA – Da fine luglio 2020 i residenti di via Giuseppa, compreso il complesso di Villa La Falconeria, a Collegigliato, sono privi di acqua e costretti a reperirla con taniche e mezzi di fortuna per riempire le proprie cisterne per problemi allo storico acquedotto delle Ville Sbertoli di proprietà della Asl di Pistoia.
E cinque famiglie di via Giuseppa hanno avviato una procedura di Mediazione con la Asl all’Organismo di Conciliazione Forense di Pistoia con l’Avvocato Emiliano Breschi. “Erano stati invitati anche il Comune di Pistoia e la Società Publiacqua S.p.a. che non hanno aderito alla mediazione – spiega l’avvocato Breschi – Fino ad oggi le parti hanno collaborato in vista del prossimo incontro previsto per il primo ottobre”. E’ stata disposta anche una perizia sull’acquedotto.

La vicenda dell’acquedotto privato delle Ville Sbertoli, di proprietà della Asl, ha origini antiche che si possono collocare tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 quando, avendo necessità di fornire acqua al complesso (al tempo privato) veniva realizzata una conduttura idrica, con approvvigionamento dal torrente Brana (fonte “Le Rovinelle”), la quale forniva appunto il complesso delle Ville e le poche proprietà private esistenti in zona, tra le quali la “Villa Falconiera” (in via di Collegigliato, subito dopo ingresso Ville Sbertoli) e pochissime altre abitazioni (all’epoca contadine) poste nelle zone limitrofe, tra cui via Giuseppa.
A seguito dell’urbanizzazione della zona, molte altre abitazioni si sono “allacciate” alla conduttura idrica esistente. Nel corso degli anni la proprietà del complesso delle Ville Sbertoli è passata prima alla Provincia e poi alla Asl di Pistoia, da quest’ultima utilizzata come ospedale Psichiatrico e poi, dopo la chiusura di questo, per altre attività aziendali, come la Scuola Infermieri.
Durante questo lungo lasso di tempo la manutenzione degli impianti (compresa la potabilizzazione) è stata curata direttamente da Asl che ha utilizzato l’acqua per le proprie strutture e la fornitura è stata assicurata a tutte le famiglie private allacciate, abusivamente o meno, all’acquedotto.
I problemi iniziano nel 2010 quando il complesso è stato dismesso. Nel 2014 alcune famiglie hanno segnalato la non potabilità dell’acqua iniziando quindi incontri con l’Amministrazione Comunale dell’epoca e presentando un esposto in Procura. “La questione si “concluse” (sul punto della potabilità dell’acqua) facendo riferimento alle tipologie di attingimento che riguardavano acqua per uso irriguo” spiega l’avvocato Breschi.
Ulteriori incontri sono stati fatti negli anni dove sono stati presentati anche preventivi da parte della Società Publiacqua S.p.a. relativi all’ampliamento della rete idrica che ad oggi giunge fino al complesso dell’Hotel Villa Cappugi. “Tutti questi incontri si risolvevano in un “nulla di fatto”, complice anche il lievitare dei preventivi da parte della Società idrica la quale giungeva all’ultima ipotesi di spesa pari a circa 700.000 euro” continua il legale.







