mercoledì, Luglio 1, 2026

L’Assemblea di Cna Toscana Centro con richieste ai nuovi Sindaci per superare le criticità del territorio

di Marcello Paris

PISTOIA – Artigiani e imprenditori di Cna di Pistoia e Prato, da tempo riunite in Toscana Centro, si sono ritrovati in assemblea nell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia per il bilancio annuale dell’Associazione per poi dare vita ad una tavola rotonda con i sindaci delle due città appena eletti.

Il tavolo dell’Assemblea

Un bilancio, ci hanno detto, economicamente solido, sano e strutturalmente efficiente che consente all’associazione di guardare al futuro con ottimismo e dare agli associati il supporto e i servizi di cui hanno bisogno. Un bilancio che fa lavorare con tranquillità.

Ed è proprio per guardare al futuro che i responsabili del sodalizio hanno dato vita ad un’assemblea pubblica, in realtà una Tavola Rotonda dal titolo “Visione e coraggio oltre i confini: costruire insieme i territori che verranno” alla quale hanno preso parte il presidente di Cna Toscana Centro Emiliano Melani con i sindaci di Pistoia e Prato Giovanni Capecchi e Matteo Biffoni stimolati dalle domande di Marta Quilici di Tvl Pistoia.

Prima di dare inizio a domande e risposte hanno preso la parola i presidenti territoriali di Pistoia e Prato Massimo Iozzelli e Francesco Viti per illustrare le diverse realtà economiche e produttive che contraddistinguono le due province.

Uno scorcio sui partecipanti all’incontro

Per Viti c’è da ripensare il modello produttivo di Prato alla luce delle trasformazioni strutturali del Distretto tessile dove competizione e sicurezza sono le priorità; mentre per Iozzelli a Pistoia ci sono eccellenze, come il ferroviario e il vivaismo, non sfruttate e dove la formazione non è adeguata alle necessità con carenza di risorse umane.

Passando all’Assemblea pubblica il presidente di Cna Toscana Centro Melani ha chiesto ai sindaci di non fermarsi al territorio di competenza ma allargare lo sguardo alle istanze maggiori sino allo Stato. Ci vuole coraggio, ha detto, serve la regìa della politica per affrontare le tante criticità che il mondo dell’imprenditoria si trova davanti. Devono essere intercettate nuove risorse. Le imprese ci sono e fanno la loro parte, dice, ma devono essere accompagnate nei processi in corso come la transizione digitale e la transizione ecologica e senza una regia pubblica non ce la possono fare. E qui si innesta la necessità di infrastrutture sia materiali che immateriali. Se queste mancano non si attraggono investimenti e l’economia ristagna.

Melani ha poi messo l’accento anche su alcune caratteristiche delle due realtà produttive: a suo parere Pistoia è divisa al suo interno cosa che non succede a Prato mentre serve una governance condivisa per ottenere buoni risultati. L’associazione ha fatto il suo anche con un documento con il quale abbiamo evidenziato bisogni e priorità: contrasto all’illegalità, piano infrastrutturale, reindustrializzazione, migliori collegamenti. Ora, conclude, la politica faccia altrettanto. Fondamentale unire le forze ed unire i territori nelle scelte da fare.

Foto di gruppo con i Sindaci

Sulla collaborazione fra le istituzioni Giovanni Capecchi la rivendica dicendo che c’è già una rotta tracciata di alleanza e collaborazione non in chiave anti fiorentina, dice, ma con Firenze. Proprio in questi giorni ci siamo visti con la sindaca di Firenze Funaro e il sindaco di Prato, fra l’altro con Prato sta diventando una consuetudine, perché insieme c’è da lavorare all’Area Metropolitana e a tanti altri temi che dobbiamo affrontare, come le infrastrutture viarie e ferroviarie che riguardano Prato ma anche Firenze, come le questioni di sviluppo economico, i servizi partendo dai rifiuti e dall’acqua, che vengono gestiti a livello regionale, i trasporti. In sintesi, dice Capecchi, il sindaco non può fare una politica isolata e questa iniziativa di Cna che ha messo nel titolo dell’incontro “Coraggio, visione oltre i confini” li sposiamo tutti e tre: coraggio che la politica deve avere, visione perché va bene gestire il quotidiano ma avere una prospettiva con progetti che guardino al futuro e “oltre i confini, non una chiusura municipale ma, per noi soprattutto, c’è l’Area Metropolitana ed è con questo spirito, dice Capecchi, che è stata data la delega alla vicesindaca Nesi per l’Area Vasta. Infine, conclude, c’è la volontà di creare un tavolo di Distretto per un confronto con tutte le categorie associative.

Matteo Biffoni ha esordito ricordando come il commissariamento del Comune abbia bloccato le decisioni politiche, amministrando solo l’ordinario. A Prato, sostiene, c’è da ripensare il Distretto con un cambiamento radicale. Da noi in particolare, insiste, serve un’interlocuzione con l’Europa per le caratteristiche peculiari delle nostre produzioni. Noi trattiamo gli stracci, il riciclo, da cent’anni e sappiamo come fare. Se Bruxelles (intesa come Commissione europea) capisce le nostre esigenze senza troppi lacci possiamo tornare a fare quello che facevamo cento anni fa. Prato, spiega, è stato il primo comune, nel 2018, ad adottare la legge varata nel 2017 sul caporalato per combattere il lavoro nero, comportamento che mette fuori mercato le aziende oneste. A Prato, sostiene Biffoni, si muove un grande flusso di danaro sporco non abbastanza controllato perché mancano le risorse per farlo e non può essere l’amministrazione comunale da sola, ma serve l’intervento dello Stato.

Poi anche per il sindaco di Prato ci deve essere un’idea di mobilità complessa che coinvolga tutta l’Area Metropolitana. Alla domanda se Prato guardi più a Est, cioè Firenze, o ad Ovest Biffoni conclude riprendendo le parole di Melani, affermando che serve l’alleanza dei territori con una strategia integrata che vada anche verso Lucca .

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