venerdì, Giugno 19, 2026

Lavoro domestico. La Cgil Pistoia e Prato chiede tutele e diritti  

PRATO – Una bomboniera che contiene una candela, “per accendere la luce dentro le mura domestiche”: è l’immagine più vivida dell’incontro che Cgil, Filcams Cgil, Spi Cgil Pistoia Prato, hanno dedicato, nel pomeriggio, nella Sala Fattori della Camera del Lavoro, al lavoro domestico. Una mobilitazione, voluta dal sindacato nazionale, nella settimana che ricorda la firma, il 16 giugno 2011, della Carta Onu che riconosce, come spiega Caterina Ballanti, segretaria generale Filcams Cgil Prato Pistoia, alle lavoratrici e ai lavoratori domestici (colf, badanti, assistenti familiari), “un trattamento equo, tutele e eguali diritti”.

E così non è. Non è così nei numeri: “su una stima di un 1 milione e 600 mila addetti, solo la metà, 816 mila, sono registrati all’Inps”, avverte Ballanti; non è così nelle testimonianze dirette di chi, come Angela, questo lavoro svolge: “Vengo dal Brasile, da dieci anni più o meno lavoro a Prato, un po’ con il contratto, molte volte senza. La difficoltà più grande è trovare una famiglia che ti faccia un contratto regolare”.

Nelle province di Pistoia e Prato sono circa settemila i lavoratori domestici. E per loro la situazione non è diversa dal panorama nazionale. “Il contratto nazionale – dice ancora Ballanti – che pure c’è non basta, c’è bisogno di un intervento legislativo per ridurre questa ampia fascia di lavoro irregolare, per estendere i diritti di questi lavoratori”. Un intervento che aiuti anche le famiglie, per esempio rendendo completamente deducibili o detraibili le spese sostenute per l’assistenza famigliare, “una misura che potrebbe limitare il ricorso a rapporti di lavoro non dichiarati”. A chiedere tra l’altro provvedimenti adeguati non sono solo i sindacati confederali, tutti insieme, ma anche le associazioni datoriali.

L’iniziativa della Cgil ha anche lo scopo di incrociare i lavoratori, di elevare i loro livelli di sindacalizzazione, di rompere, anche con una serie di servizi, il loro isolamento sociale. Lo dice Ballanti (“E’ a disposizione, seguendo la normativa regionale, lo sportello accreditamento, che serve per la loro qualificazione professionale”), lo dice Cristina Pierattini, che nella segreteria della Camera del Lavoro Prato Pistoia si occupa di Politiche sociali: “La Confederazione mette a disposizione tutti i suoi strumenti e tutti i suoi servizi. Da poco abbiamo anche riaperto lo sportello migranti. Molti di questi lavoratrici e lavoratori sono stranieri, hanno la possibilità di rivolgersi anche a questo ufficio”.        

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