lunedì, Ottobre 5, 2026

Lavoro: una legge toscana sulle crisi aziendali

FIRENZE (TOSCANA NOTIZIE) – Una cornice legislativa per codificare in modo organico il modello toscano di gestione e prevenzione delle vertenze aziendali sviluppato in questi anni, e per dotare la Regione di nuovi strumenti in difesa del lavoro. E’ il cuore della proposta di legge toscana – iniziativa inedita nel panorama legislativo regionale italiano – che sarà illustrata per l’approvazione nella seduta odierna di giunta, per essere poi successivamente trasmessa al Consiglio regionale.
Sulla proposta – condivisa con le parti sociali e presentata questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani, dall’assessore al lavoro Alberto Lenzi, dall’assessore alle attività produttive Leonardo Marras e dal consigliere speciale per le crisi industriali Valerio Fabiani – sta lavorando da tempo un gruppo interdirezionale degli uffici regionali.
“Puntiamo a rendere il nostro modello regionale di intervento sempre più capace di operare sui diversi fronti della tutela del lavoro e del nostro sistema produttivo e industriale”, spiega il presidente Giani. “Per questo – prosegue – abbiamo ritenuto utile, unica Regione in Italia, adottare un provvedimento che introduca nuove leve per fronteggiare le emergenze occupazionali, per prevenirle, per attrarre nuovi investitori”.
“In una fase caratterizzata dal riposizionamento di importanti settori dell’economia regionale, come tra gli altri la moda e l’automotive, l’intervento normativo – dichiara l’assessore Lenzi – si rende quanto mai necessario alla luce dei numerosi tavoli attivi e delle caratteristiche del nostro sistema economico, contraddistinto da un tessuto produttivo di piccole e medie imprese che quindi non presentano i criteri per l’apertura di tavoli nazionali, richiedendo pertanto risposte e strumenti di gestione interamente radicati sul territorio regionale”.
Tra gli elementi di novità, l’istituzione di un Fondo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali, “attualmente pari a circa 10 milioni di euro stanziati dall’assessorato al lavoro” precisa Lenzi, in cui far convergere le risorse destinate alle misure per la ricollocazione o il reinserimento occupazionale dei lavoratori coinvolti nelle crisi.
“A fianco agli strumenti contenuti nella proposta di legge finalizzati ad intervenire per affrontare la crisi aziendale ormai ‘conclamata’ – sottolinea l’assessore Marras – Regione Toscana ha attivato altri strumenti per prevenire la crisi d’impresa e risolverla prima che si traduca in processo irreversibile. Lo ha fatto dando indirizzi a Fiditoscana e approvando un protocollo con Unioncamere. Attraverso Fiditoscana e il coordinamento con Unioncamere sarà possibile utilizzare al meglio tutte le opzioni messe a disposizione dal d. lgs. 14/2019 (composizione negoziata, accordo di ristrutturazione del debito, etc) per consentire all’impresa di affrontare la difficoltà temporanea e ricollocarsi sul mercato in condizioni di competitività riacquisita anche attraverso l’accesso ad aiuti specifici previsti dalla programmazione FESR e dal bilancio regionale”.
“La Toscana è una regione all’avanguardia sulla gestione delle crisi e la legge presentata oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti”, commenta il consigliere Fabiani, che aggiunge: “Traduce in norma molte delle buone pratiche maturate in questi anni ai tavoli di crisi della Regione e introduce innovazioni fondamentali per gestire non solo le crisi, incluse le fasi che le precedono, in termini di prevenzione, e quelle che le seguono, quindi sia sul fronte della possibile reindustrializzazione sia per la ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Arti, l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà a punto servizi specifici innanzitutto attraverso la leva della formazione per accompagnare il tentativo di rilancio delle aziende in difficoltà e scongiurare eventuali esuberi. Soprattutto in caso di ricollocazione esterna, obiettivo è operare per salvaguardare saperi e competenze collettive dei gruppi di lavoratori investiti dagli effetti delle vertenze, ovvero un patrimonio, che appartiene alla economia toscana e alla comunità, e che non può essere disperso.
Altro punto cardine della pdl il potenziamento degli strumenti per la prevenzione e monitoraggio permanente delle crisi di impresa al fine di consentire l’intervento prima che lo stato di difficoltà aziendale diventi irreversibile.

L’area dei lavoratori stagionali, precari o dell’indotto che spesso ruota, con numeri anche molto significativi, intorno alle crisi, sarà pienamente presa in carico dalla Regione, come del resto avvenuto negli ultimi anni, al pari del personale diretto.Altre misure riguardano il rafforzamento delle attività di scouting pubblico e accompagnamento istituzionale per attirare nuovi investimenti e rilanciare i siti produttivi in caso di cessazione delle attività, la promozione e il sostegno dei percorsi di Workers buyout (rigenerazione di un’impresa attraverso l’acquisizione da parte dei lavoratori), il richiamo e la valorizzazione del principio della Responsabilità sociale d’impresa.
Le vertenze seguite dalla Regione – Attualmente, la Regione si trova a gestire una complessa mappa di vertenze. In base all’ultimo aggiornamento del report sulle attività dell’Unità di Crisi Lavoro, la struttura tecnica che affianca la Giunta nella gestione dei Tavoli di salvaguardia, dall’inizio dell’attuale legislatura sono stati 62 i casi risolti positivamente (o con soluzioni occupazionali parziali), a tutela di 7.500 lavoratori. Venti invece i casi di crisi aziendali attive o di recente convocazione del tavolo regionale di negoziato, che coinvolgono complessivamente 7.350 lavoratori in organico, incluso l’indotto. “In transizione” (720 lavoratori), con possibili sviluppi positivi, ci sono 7 vertenze, mentre 24 sono i tavoli di monitoraggio preventivo (oltre 6mila lavoratrici/lavoratori coinvolti). Infine sono 18 i tavoli chiusi (700 lavoratori), per i quali è attivo l’impegno regionale alla ricollocazione.

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