giovedì, Agosto 27, 2026

Legambiente Pistoia: “Il futuro dell’inceneritore di Montale deve essere la sua chiusura o riconversione”

PISTOIA – Legambiente Pistoia esprime con forza la propria posizione sul futuro dell’inceneritore di Montale: l’impianto doveva essere avviato alla chiusura già nel 2023 per poi ricevere invece la proroga voluta dai tre sindaci di Agliana, Quarrata e Montale. Oggi serve un percorso chiaro, pubblico e condiviso con la cittadinanza. Una posizione che si inserisce nel solco delle battaglie storiche dell’associazione, da sempre contraria all’incenerimento dei rifiuti e favorevole a un modello di gestione fondato su riduzione, riuso, riciclo e innovazione tecnologica non combustiva.

Negli ultimi mesi, numerose realtà locali — tra cui forze politiche, associazioni e comitati — hanno chiesto con forza che il futuro dell’impianto venisse discusso in modo trasparente e un confronto reale con la cittadinanza. Le preoccupazioni riguardano l’impatto sulla salute e sull’ambiente, più volte oggetto di attenzione pubblica e la necessità di definire una prospettiva chiara. È necessario orientare il territorio verso soluzioni moderne e sostenibili, in linea con le migliori pratiche europee.

“Gli inceneritori sono tecnologia del passato”

Legambiente ribadisce da anni che gli inceneritori rappresentano una tecnologia obsoleta, incompatibile con gli obiettivi europei di economia circolare. Le ragioni sono molte: l’incenerimento distrugge materia che potrebbe essere recuperata, produce emissioni e genera comunque altri rifiuti (le ceneri e le scorie) che coninuano ad avere come destino finale le discariche, con l’aggravante di diventare spesso rifiuti pericolosi. Ancora: l’esperienza conferma che creare inceneritori ostacola gli investimenti in raccolta differenziata, in impianti di selezione avanzata, di riciclo e bioeconomia oltre a non essere coerente con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti e recupero di materia. Per Legambiente, la strada è un’altra: spinta al miglioramento quantitativo e qualitativo delle raccolte differenziate, impianti integrati di biodigestione per la frazione organica e altro di trattamento evoluto, con sistemi di selezione ottica e meccanica, per il rifiuto indifferenziato secco residuo e di riciclo chimico per la frazione che non può essere riciclaata come materia. Il tutto con una nuova spinta a politiche di prevenzione e riuso, unita alla introduzine della tariffazione puntuale.

Un modello che molte città europee hanno già adottato con successo; la chiusura dell’inceneritore di Montale non è dunque solo una scelta ambientale e di miglioramento per la salute: è una scelta strategica per l’intero territorio della piana pistoiese, è una scelta che guarda al futuro anziché al passato, significa costruire un sistema dei rifiuti più efficiente, economico e sostenibile, di vera economia circolare, allinaendoci alle direttive europee e alle migliori pratiche nazionali. Il modello che il PREC, Piano regionale economia circolare, approvato a gennaio 2025, sembrava voler prefigurare e che invece non solo resta inattuato ma che – anche con scelte come quella di Montale – comincia a manifestare segni di fallimento.

Legambiente Pistoia chiede quindi alle amministrazioni comunali e agli enti competenti di avviare formalmente il percorso di ascolto e partecipazione, preparando già tempi e alternative impiantistiche e un piano di transizione chiaro e verificabile in caso vinca la volontà popolare tornando a investire in innovazione e impianti moderni capaci davvero di ridurre l’impatto sulla salute e sull’ambiente.

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1 commento

  1. Mi sembra strano che lega ambiente non sappia che il vecchio inceneritore verrà chiuso in automatico nel 2029 e uno nuovo o termovalorizzatore nuovo fa sempre diossina o arsenico. Arrivederci

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