mercoledì, Settembre 9, 2026

Montagna, questione ospedale, la replica di Marmo: ”proposta non condivisa”

SAN MARCELLO PITEGLIO – ”Abetone Cutigliano ha introdotto un pezzo, spiccatamente di merito, che nel documento condiviso non c’era”, è con queste parole che il sindaco di San Marcello Piteglio replica alla proposta elaborata dal gruppo di minoranza Il paese che vogliamo.

Nello specifico i consiglieri Costa, Corsini e Ballanti avevano proposto nei giorni scorsi di riorganizzare la sanità in montagna creando uno stabilimento ospedaliero dotato di pronto soccorso ed adibito alle emergenze. La proposta, però, stando a quanto riportato dal sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo in un lungo post sulla propria pagina Fcebook, contrasterebbe con quanto stabilito nel documento condiviso approvato dai due Comuni.

Luca Marmo (foto Fb)

”Il sei di dicembre i due Consigli comunali – scrive Marmo – si sono riuniti congiuntamente e hanno concordato di far convergere la discussione in un documento condiviso da approvarsi nei singoli consigli comunali. Nei giorni successivi il documento è stato condiviso, nella sua forma definitiva, fra i Sindaci e i Presidenti dei rispettivi Consigli Comunali e il 26 di gennaio, dopo il via libera definitivo dell’altro comune, San Marcello Piteglio lo ha approvato”.

”La bozza che avrebbe dovuto essere approvata – spiegava Costa nella nota –, con la formula che aveva ricevuto il ‘via’ nelle scorse settimane dal consiglio di San Marcello Piteglio, non ci convinceva per niente perché non parlava esplicitamente di ospedale né di pronto soccorso. Ci si limitava a chiedere la sola realizzazione di una casa della salute. Non avremmo mai potuto approvarla così com’era, avrebbe voluto dire rimangiarci quanto detto in questi mesi”.

Sul punto di merito dunque, la spaccatura tra le parti. ”Ci eravamo resi conto che entrare troppo nel merito -spiega Marmo – ci esponeva al rischio di valutazioni tecniche da parte dell’azienda ASL che di fatto bollavano come difficoltose o del tutto inattuabili le nostre idee. E’ per questo che il taglio del documento, ripeto condiviso con il Comune accanto, era meno propositivo e più rivendicativo”.

”Se fossimo anche noi ammalati di bravismo – conclude il sindaco – la soluzione sarebbe semplice, basterebbe riprendere il pezzo in più e aggiungerci altri tre o quattro punti di seguito. E in questo fare la figure di quelli più bravi ancora. Mi fermo qui. Sui polli di Renzo che legati a testa in giù, durante il trasporto al macello, si becchettavano gli uni gli altri per affermare la loro supremazia”. (r.b.)

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