di Alberto Vivarelli
MONTECATINI – Turismo termale ma non solo, rilancio delle terme, sicurezza, decoro, pulizia, rivisitazione della macchina comunale. In poche mosse, l’associazione “Montecatini al centro” annuncia la propria discesa nell’agone elettorale e liquida l’esperienza del governo di centrodestra a guida Luca Baroncini. Una bocciatura totale senza sconti da parte di chi ha sostenuto la maggioranza di centrodestra della città termale negli ultimi cinque anni, come Giovanni Spadoni, presidente uscente del consiglio comunale.

Una lista civica saldamente ancorata al centrodestra che parteciperà alla competizione elettorale di giugno con proprio candidato a sindaco. Un’associazione voluta da un monumento politico montecatinese, Alberto Lapenna, insieme a un gruppo d’amici e cittadini delusi dai partiti tradizionali. Lapenna rappresenta una gran parte della recente storia politica montecatinese. Sindaco dal 1987 al 1990 e vicesindaco dal 2007 al 2009, negli anni è passato dal Psi alla Lega transitando a lungo per Forza Italia.
“Ci confronteremo sul programma”, hanno assicurato Alberto Lapenna e Giovanni Spadoni, che hanno garantito di guardare a destra; Lapenna, per non dare spazio a letture fantasiose, si è spinto più in là: “In caso di ballottaggio, appoggeremo la coalizione di centrodestra”, anche se ha chiesto discontinuità col passato. Cioè azzerare l’esperienza amministrativa che sta per terminare.

Di candidature ancora non si parla, ma è difficile pensare all’ex sindaco dietro le quinte o nelle seconde linee.
L’associazione presieduta da Sara Ghilardi, che il presidente del consiglio comunale Giovanni Spadoni ha definito un osservatorio sulla città, propone un patto con la città, un programma di appena sei pagine, ma ricchissimo di proposte concrete, alcune delle quali definite non negoziabili per le allenze future. Non piacciono alla destra? Bene, ne riparleranno al secondo turno.
Turismo termale. E’ al primo posto della lista e non poteva essere altrimenti per una città che sulle terme idropiniche è nata fino a diventare una delle perle internazionali del termalismo. Occorre ricominciare daccapo, spiega Lapenna, il rilancio passa anzitutto da un coinvolgimento dei medici di base italiani.
“Sono quindici anni – ha ricordato Lapenna – che la ricerca scientifica è trascurata. Abbiamo la possibilità di assicurare la formazione di medici di base con docenti di elevata specializzazione in idrologia medica, ospitandoli a Montecatini”.
Certo, il solo turismo termale non può più bastare a restituire vivacità alla città, occorre altro, occorre ampliare lo spettro anagrafico dei turisti spiega l’associazione,per questo è necessario diversificare la proposta turistica: benessere, sport, cultura, congressi, giovani, famiglie, terza età.
Una progetto del genere è compatibile con “questa” Montecatini, una città in cui le persone hanno paura, in cui gli episodi di violenza aumentano?
“Sicurezza, pulizia e decoro – ha annunciato Spadoni – sono i tre temi che vanno affrontati una volta per tutte perché sono strettamente legati allo sviluppo del turismo. Noi chiediamo un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine, anche con l’esercito, una presenza forte nel corso della stagione termale, ma anche per il resto dell’anno”.
E per quanto riguarda la pulizia, Lapenna è stato esplicito: “La città è sporca, così non va. Dobbiamo aprire un contenzioso con Alia”.
Il futuro della città passa anche da investitori privati. E’ ancora appetibile Montecatini? Soprattutto dopo che la Regione Toscana l’ha derubricata dall’elenco delle città termali?
“Montecatini non è l’ombelico del mondo – ha detto con realismo l’ex sindaco -. Per promuovere la città e muovere investimenti privati bisogna andare nel mondo a farci conoscere, a spiegare quello che siamo e cosa abbiamo da offrire. Ma sugli investimenti privati occorre avere idee chiare”.
Benvenuti coloro che sono interessati a rilevare, tutto o in parte, i beni termali finalizzando le risolrse alla realizzazione della piscina termale alle Leopoldine, “abbandonando il progetto oneroso dell’architetto Fuksas e riprendendo in seria considerazione quello dell’architetto Ruggero Oreste”.
“Montecatini al centro”, però, considera centrale la presenza pubblica nelle terme, a tal punto da proporre l’acquisizione dello stabilimento termale La Torretta e la sua annessione al parco cittadino e la valorizzazione dello stabilimento La Salute da destinare alla costruzione di piscine e spazi strettamente legati al benessere (saune e bagni turchi), allo sport e allo sviluppo culturale.
Se da una parte il movimento pensa alla creazione di una “Città del cavallo” all’ippodromo Sesana per aumentare la sua capacità attrattiva anche oltre le corse, dall’altra propone di investire in eventi che diano valore aggiunto al sistema turistico: uno al mese. Si pensa a un festival enogastronomico intitolato a Siro Maccioni e Pellegrino Artusi, al festival del cinema d’autore, al festival del cinema di animazione in collaborazione con Lucca Comics, a una serata nel corso della quale venga eletta la “Donna d’Italia”.
Tra i dodici punti non negoziabili (c’è anche il divieto di aprire Kebab), ci sono la gestione del parco termale e la tassa di soggiorno.
“L’accesso al parco termale – ha annunciato Lapenna – deve essere regolamentato: gratuito per residenti e ospiti, istituzione di una tariffa d’ingresso per i non residenti. Noi puntiamo a una gestione privata del parco”.
Tassa di soggiorno. Deve essere aumentata e portata a livello delle altre città turistiche toscane. Le maggiori entrate dovranno essere vincolate a investimenti nelle strutture termali e nella realizzazione del Parco tematico. Con le risorse della tassa di soggiorno, sarà possibile ristrutturare lo stabilimento Tettuccio.
Poi un’idea ambiziosa: la possibilità di adduzione di acqua termale negli alberghi cittadini.






