martedì, Maggio 12, 2026

Morte di Luana D’Orazio, la Procura pratese riapre le indagini

PRATO – Si tornerà a indagare sulla morte di Luana d’Orazio, la 22enne di Montemurlo impigliata e uccisa dall’orditoio al quale stava lavorando. Era il 3 maggio 2021 e la sua tremenda morte è diventata negli anni simbolo stesso delle morti sul lavoro.

Luana D’Orazio

Per la morte di Luana, nel 2022 i titolari dell’azienda, Luana Coppini e Daniele Faggi, moglie e marito (dopo aver versato tramite 1,1 milioni dell’assicurazione per risarcimento ai familiari della vittima) patteggiarono condanne di 2 anni e 1 anno e mezzo. Pena poi sospesa.

Il terzo imputato, Mario Cusimano, tecnico esterno addetto alla manutenzione, accusato di aver manomesso l’orditoio disattivandone i dispositivi di sicurezza, è stato assolto in primo grado. Sentenza a cui si appellerà la Procura di Prato.

Si riaprono dunque le indagini su uno degli episodi più drammatici che ha attraversato il mondo del lavoro pratese.

La madre Emma Marrazzo, che dal momento della morte della figlia si batte per ottenere giustizia e per promuovere la sicurezza nei luoghi di lavoro ha accolto con grande attenzione la decisione della Procura, che vede come “un primo segnale positivo dopo tanto tempo”.

Anche il Presidente della Regione Eugenio Giani ha commentato positivamente la riapertura delle indagini: “la sicurezza sui luoghi di lavoro – ha detto – è elemento di centralità per la dignità dei lavoratori. Sarà importante capire se vi siano altri profili di responsabilità”.

“Apprendo con favore la decisione della Procura di Prato di riaprire le indagini sulla morte di Luana D’Orazio. È la scelta giusta. Quella ferita è ancora aperta, per la famiglia di Luana e per tutto il territorio”

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato.

“Luana aveva 22 anni. Lavorava in un’azienda del nostro distretto. È morta perché le protezioni di sicurezza di un macchinario erano state rimosse. Non per una fatalità: per una scelta. Su questo non può esserci ambiguità. La sicurezza sui luoghi di lavoro è un elemento centrale per la dignità di chi lavora. Un distretto che vuole essere un punto di riferimento mondiale per il made in Italy deve esserlo anche nella tutela di chi quel made in Italy lo produce ogni giorno. Mi auguro – conclude Di Sanzo – che questa nuova fase investigativa faccia chiarezza su tutti i profili di responsabilità. È quello che la famiglia di Luana chiede da cinque anni. È quello che questo territorio merita”.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

sport prato

ultime dalla regione