PRATO – Stamani alla Stamperia Mix di Prato un sindacalista di Sudd Cobas è stato picchiato a pugni e calci durante un picchetto davanti per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. E’ successo davanti ai cancelli dove era in corso un presidio di protesta, semplicemente per chiedere quello che gli era dovuto. Protagonista lo stesso datore di lavoro.

“Come Cgil Prato-Pistoia e Cgil Toscana – è il commento di Daniele Gioffredi, segretario generale Cgil Po-Pt, e Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana– esprimiamo la nostra più ferma condanna dell’aggressione al sindacalista impegnato a far avere ai lavoratori in lotta il dovuto salario da parte del padrone dell’azienda. A lui ed ai lavoratori in lotta va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Si rispetta il Lavoro, la Liberazione e la Costituzione se si rispettano i diritti ed i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori in carne ed ossa. Invitiamo alla partecipazione per le iniziative che verranno organizzate. La democrazia si misura da queste cose e noi vogliamo che ogni lembo della nostra Toscana sia democratica, a partire dai luoghi di lavoro, nessuno escluso. Basta con le violenze su lavoratori e sindacalisti, la misura è colma, prenderemo tutte le iniziative necessarie per contrastare questa deriva”.
“Quando violenza, tensione e paura diventano normalità – è il giudizio di Alessio Laschi, Segretario Sinistra Italiana – Prato una città smette piano piano di sentirsi sicura. Sindacalisti aggrediti, lavoratori sfruttati, autobus nel caos, risse, rapine, degrado. E ogni volta stesso copione: indignazione per 24 ore… poi silenzio. Prato non può diventare il posto dove tutto fa notizia ma niente cambia. La sicurezza non è né destra né sinistra: è dignità per chi vive, lavora e cresce qui ogni giorno. Adesso basta far finta che sia tutto normale”.
“Oggi siamo a ribadire quello che diciamo da anni. Lo facciamo di fronte ad una aggressione contro un sindacalista, durante uno sciopero. Non è il primo caso, purtroppo. Indietro nel tempo abbiamo una lista di aggressioni contro operai, contro sindacalisti che protestano contro un sistema che obbliga a lavorare senza interruzioni 12 ore al giorno”, lo scrivono in una nota comune il Partito Comunista Italiano di Prato, Potere al Popolo Prato e Rifondazione Comunista di Prato, che aggiungono: “E ribadiamo quanto andiamo dicendo da tempo, ovvero che occorre anche l’intervento della politica. Perché non possiamo permettere che Prato sia sfruttamento lavorativo e aggressioni in stile mafioso. La politica deve intervenire con i controlli, ma anche con strumenti che impongano un nuovo modello produttivo e di consumo. Dove il rispetto e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori sia elemento centrale del sistema produttivo. E questo si può fare e si deve fare, a partire dalla tracciabilità pubblica della filiera, dalla gestione dei rifiuti tessili, dalla presenza di enti pubblici di ricerca e sviluppo e soprattutto dal sostegno politico ad ogni rivendicazione sindacale. Infatti, crediamo che il Comune di Prato debba costituirsi parte civile in ogni processo di sfruttamento lavorativo. Sarebbe un segnale politico fondamentale che dobbiamo avere il coraggio di fare.”



