mercoledì, Settembre 9, 2026

Nuove regole per i Pos: il parere di alcuni commercianti pistoiesi

di Mattia Tonini

PISTOIA – Scatta oggi, 30 giugno 2022, l’obbligo di POS per il pagamento con bancomat e carta di credito con la conseguente entrata in vigore delle sanzioni, fino ad ora non previste, per chi non rispetterà la disposizione.  Lo prevede il decreto del Governo legato agli obiettivi del PNRR.  

Si tratta di un’anticipazione rispetto ai tempi precedentemente stabiliti (1 gennaio 2023) causata dalla necessità di assicurarsi, da parte del governo italiano, la seconda fase del finanziamento (24,1 miliardi di euro) per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).  

Le attività ed i commercianti pistoiesi si dicono generalmente pronti alla nuova entrata in vigore del decreto in quanto, in realtà, l’obbligatorietà di POS era già prevista dall’estate del 2014. Da otto anni dunque le attività di vendita di prodotti e prestazioni di servizi sono costrette ad accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat.  

Pos

Nonostante ciò, però, le preoccupazioni non mancano. A sentirsi maggiormente penalizzati sono soprattutto bar, tabaccai e tutti quei negozianti che vendono prodotti ad aggio o a ricavo fisso. ”Le preoccupazioni non riguardano tanto le spese mensili del POS in sé quanto più il ridotto margine di manovra per chi, come noi, vende prodotti ad aggio – dice Emanuele dell’omonima tabaccheria di Via Pacinotti – il problema più grande sono le ricariche telefoniche che, se effettuate con POS, riducono notevolmente il guadagno o mandano in perdita a causa delle commissioni da applicare. Nello stato attuale delle regolamentazioni mi trovo costretto – conclude Emanuele – a dover smettere di fare ricariche telefoniche fino a nuovi provvedimenti”. 

Invariata, o quasi, rimane la situazione per le altre piccole attività commercianti, come bar o alimentari che, nonostante manifestino il malcontento per le stringenti commissioni, si dicono poco toccati dalla nuova entrata in vigore. È il caso ad esempio dell’alimentari di Marco e Federica in Via della Provvidenza. ”Per noi il POS non è più un grosso problema – afferma Marco – Durante gli anni di attività abbiamo raggiunto il nostro equilibrio anche per quanto riguarda la questione POS. A differenza di chi vende prodotti a ricavo fisso noi, e attività come le nostre, possono permettersi di fare piccoli aggiustamenti ai prezzi per rientrare in pari”.  

Le attività che non intendano rispettare l’obbligo incorreranno in una sanzione di 30 euro più il 4% del valore della transazione (Nel caso di un pagamento da 100 euro rifiutato con metodo elettronico, il commerciante andrebbe incontro ad una sanzione da 34 euro). Le eccezioni sono previste solo in caso di oggettiva impossibilità tecnica come nel caso di problemi all’apparecchio o di mancanza temporanea di connessione. Escluso il pagamento ridotto, previsto di solito, quando si salda entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica della violazione.  

L’accertamento delle violazioni sarà a cura degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, nonché degli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni, le sanzioni saranno però in effetti difficilmente applicabili, poiché presuppongono una denuncia da parte del cliente. 

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