PESCIA – Ieri la Corte d’Appello di Firenze ha discusso la mia situazione e ha emesso la sentenza che riduce sensibilmente la condanna espressa in primo grado, pari a 6 anni e 7 mesi, a 4 anni e due mesi.
Si tratta di una riduzione sostanziale, che accoglie molti rilievi che i miei avvocati Sabrina Bolognini e Gabriele Melani, che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto, hanno presentato.
Ritenendomi innocente, non sono ancora soddisfatto di questa sentenza e posso già anticipare che ricorreremo in Cassazione, con la speranza che si chiarisca che l’Uncem non è un ente pubblico e che i miei atti sono stati chiari e trasparenti, per lo svolgimento del compito che ero stato chiamato a fare.
Alcuni anni contestati sono già andati in prescrizione, ma noi vogliamo perseguire una assoluzione piena e rispettosa dei fatti e dei comportamenti che mi hanno accompagnato come presidente Uncem Toscana.
Ci sono, nella sentenza di oggi, aspetti incoraggianti, come l’interdizione dai pubblici uffici che da perpetua passa a cinque anni, comunque sospesa fino al terzo grado, e altri aspetti che mi permettono di essere fiducioso nel ricorso in Cassazione.
Resta l’amarezza di un procedimento che mi vede coinvolto da ben dieci anni, ma ho la certezza che nell’ultimo grado verranno rivisti percorsi e atti che sanciranno la mia innocenza.
La sentenza di oggi non scalfisce il mio impegno stretto e indissolubile con gli abitanti di Pescia, molti dei quali oggi hanno voluto fare sentire la loro vicinanza e la loro solidarietà e che non smetterò mai di ringraziare.
L’impegno di arrivare alle elezioni del 2028 rimane fermo e saldo, con gli amici di Pescia Cambia e del gruppo misto Alessio Spelletti, che oggi mi sono stati particolarmente vicini, costruiremo una coalizione, con chi vorrà lavorare per la città, in grado di riportare a Pescia il buongoverno, dopo 5 anni di cattiva amministrazione.
Oreste Giurlani






