martedì, Agosto 18, 2026

Pandemia che va, PNRR che arriva, cosa farà l’Alta Toscana?

di Umberto Alunni

PISTOIA – Il Monitor trimestrale dei distretti, elaborato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, continua ad essere uno dei più importanti termometri dell’economia toscana. Il presente report assume particolare valenza considerato che si riferisce al quarto trimestre 2021, chiudendo un periodo complesso per una serie di motivi, siano essi correnti che straordinari.

I macro distretti

Raccontato in pillole per macrodistretti, nel 2021 le esportazioni distrettuali toscane, grazie a un rimbalzo del +29,1%, hanno toccato i 21,2 miliardi di euro, recuperando i livelli pre-Covid, superando di oltre 700 milioni il valore del 2019 (+3,8%). L’aspetto ancor più incoraggiante è la diffusione del recupero tra le diverse specializzazioni e con maggiore rilevanza per i settori dei Mezzi di trasporto (+34,7% rispetto al 2019), della filiera Agroalimentare (+18,2%) e della Meccanica (+5,2%). Anche il Sistema moda, che aveva risentito in particolare degli effetti della crisi, ha colmato il divario generatosi nel 2020. Solo il settore del Sistema casa mostra ancora un ritardo del -4,0%. Si confermano invece in crescita i Poli della farmaceutica e biomedicale, che mostrano un incremento delle esportazioni del +5,1% rispetto a un 2020 già in forte espansione
(+26,2%).
Tra i mercati di sbocco è da rilevare il forte incremento delle esportazioni rispetto al
2019 verso i Paesi asiatici, in primis Cina (+37,1%), Corea (+69,7%) e Giappone (+20,0%).
In pieno recupero anche le vendite verso i principali partner europei, come Francia
(+7,9%) e Germania (+11%), e verso gli Stati Uniti (+7,3%)

Con la visualizzazione grafica si potrà meglio focalizzare l’attenzione sulle dinamiche dei singoli distretti sia nel tempo, confronto con i due anni precedenti, che nello spazio, con i mercati di sbocco.

I distretti

Si registra una crescita importante rispetto al livello pre-crisi per l’Oreficeria di Arezzo (+23,5%), il recupero per la Pelletteria e calzature di Firenze (+0,8%) e l’Abbigliamento di Empoli (+0,2%). Le altre specializzazioni che si collocano più a monte della filiera come il Tessile e abbigliamento di Prato (-4,9% rispetto al 2019) o la Concia e calzature di S. Croce (-14,9% rispetto al 2019) mostrano ancora un ritardo e non hanno recuperato il divario con il pre-crisi.

Si confermano positivi i risultati per la filiera Agro-alimentare con esportazioni superiori al 2019 in tutti i distretti: i Vini dei colli fiorentini e senesi (+14,8% rispetto al 2019) rafforzano le relazioni con il mercato nordamericano che costituisce circa la metà delle vendite all’estero (+2,2% verso 2019; +15,3% verso il 2020), il distretto dell’Olio toscano conferma il livello del 2020 con circa 640 milioni e una crescita del 12% rispetto al 2019, e il Florovivaismo di Pistoia, dopo la buona tenuta nel 2020 (7,6%), rafforza ulteriormente la crescita nelle esportazioni (+30,6% nel 2021) in modo diffuso verso tutti i principali mercati di sbocco e in particolare europei.

Particolarmente positivo il risultato per il settore dei Mezzi di trasporto che si è avvicinato ai 2 miliardi di vendite all’estero grazie alla crescita nei distretti della Camperistica della Val d’Elsa (+40,5% rispetto al 2019) e della Nautica di Viareggio (+29,1%). Anche il comparto della Meccanica si è riportato pienamente sopra i livelli del 2019 sia per il distretto delle Macchine per l’industria tessile di Prato (+11,5%), sia per le Macchine per l’industria cartaria di Lucca (+4,3%); anche la componente specializzata in beni di consumo e intermedi del Cartario di Lucca ha mostrato una buona tenuta nelle esportazioni che sono rimaste in linea con gli anni precedenti (-0,1% nel 2021 rispetto al 2020; +0,9% nel 2021 verso il 2019). Il comparto del Sistema casa complessivamente mostra un ritardo in termini percentuali più rilevante con un calo del -4,0% maturato sia nel distretto del Marmo di Carrara (-4,2% rispetto al 2019), sia nel Mobile imbottito di Quarrata (-2,3%).

I poli del settore farmaceutico e del biomedicale, dopo la forte crescita del 2020 (+26,2%), si confermano trainanti per l’economia toscana e mostrano variazioni positive nelle esportazioni sia per il Polo della farmaceutica toscana (+3,7% nel 2021), trainato in particolare dai risultati della provincia di Siena (+47,0%), sia per il Biomedicale di Firenze (+26,6%).

Focus su Alta Toscana

Convenzionalmente si attribuisce l’intero distretto dell’olio toscano a Lucca, anche se dovrebbe essere ripartito con Firenze. La crescita complessiva di tutti i distretti dell’Alta Toscana, pari a +14,91%, è metà del totale regione, come si evince dal relativo prospetto.

Le tre province si sono mosse in modo diverso, con una maggiore dinamicità per Pistoia, seguita da Prato e Lucca. Va anche considerato, tuttavia, che Pistoia ha un peso all’interno della regione non particolarmente enfatico (2,55% su totale contro 10,22% di Prato e 15,59% di Lucca).

Nel confronto tra province emerge un maggior dinamismo delle altre rispetto a quelle dell’alta toscana e media regione. La crescita complessiva del 14,9% di alta toscana si confronta con il 35,7% delle altre e un 29,1 della regione nel suo complesso.

Rapporti Russia e Ucraina

Gli impatti delle tensioni in corso sono molteplici anche sul commercio internazionale: in termini di esportazioni la Russia e l’Ucraina rappresentano l’1% dell’export distrettuale toscano con percentuali maggiori per il distretto del Mobile imbottito di Quarrata (3,7%) o per i distretti della meccanica (3,1% per le Macchine per l’industria cartaria di Lucca e 2,7% per le Macchine per l’industria tessile di Prato).

In termini di importazioni il peso scende allo 0,3% con quote più rilevanti solo per il distretto della Concia e calzature di S. Croce legato all’acquisto di particolari pellami dall’Ucraina.

Conclusioni

Secondo Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, “I numeri del 2021 ci descrivono un sistema economico in ripresa, con le imprese toscane capaci di valorizzare le filiere di prossimità. Oggi l’aumento dei costi di produzione legati all’approvvigionamento di energia e delle materie prime, insieme alle tensioni geopolitiche internazionali modificano il contesto e spingono l’intero sistema ad adoperarsi per mantenere accesi i motori delle imprese. Ad esse il nostro Gruppo offre nuove misure finanziarie immediate, soprattutto per le PMI energivore e quelle il cui fatturato potrebbe risentire maggiormente di un calo delle esportazioni, oltre ad accompagnarne gli investimenti verso la transizione digitale, ambientale ed energetica. Nell’arco del Piano d’Impresa 2022-2025 intendiamo supportare l’economia reale con un programma dedicato alle iniziative del PNRR, mettendo a disposizione oltre 400 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, di cui 270 a favore del mondo delle imprese”.

Lo scenario risulta condizionato da elevata incertezza e da importanti incrementi nei prezzi delle materie prime: la competitività delle imprese dipenderà dalla capacità di realizzare strategie volte a selezionare e diversificare i mercati di destinazione e i paesi di provenienza degli input produttivi, accrescere gli investimenti per supportare gli sviluppi della digitalizzazione e l’implementazione dei canali distributivi e garantire una capacità di reazione e una flessibilità sempre crescenti.

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