di Andrea Mori
PRATO – Con Enrico Davalli, un cittadino che abita in centro e che si impegna sempre a segnalare ciò che non va, ci siamo fatti un giro nel parcheggio a pagamento gestito da Consiag Servizi Comuni che si trova proprio sotto la stazione di Prato Porta al Serraglio.
Parcheggio che ad Enrico costa 528 euro l’anno per posteggiare la propria macchina, con la speranza (che dovrebbe essere certezza) che questa sosti in luogo sicuro e decoroso.
Il primo grande problema che ci viene fatto presente è dalla guardia giurata che troviamo di turno, e cioè che tutte le porte presenti, essendo le saracinesche rotte, sono apribili sia dall’interno che dall’esterno.

Saracinesche che servirebbero per esempio ad evitare che personaggi poco raccomandabili si introducano all’interno e causino danni alle vetture o creino giacigli per fare uso di droga. Cose però che, ci dice il sorvegliante, ahimè avvengono.
Quest’ultimo si mostra demoralizzato, chiedendosi come faccia da solo – nell’arco di un turno di 12 ore – a prevenire o a segnalare disordini se tutte le entrate sono utilizzabili da chiunque: “O controllo quella o controllo l’altra”. Per questo motivo la sua speranza, dice, è quella che ogni tanto passi una macchina della polizia a fare un controllo.
Sempre rispetto alle porte ci viene fatto sapere che la segnalazione alla Consiag è stata mandata, e la risposta ottenuta è che sarebbe arrivato il tecnico a sistemarle, cosa che tuttavia fino a pochi giorni fa non risultava.

Il parcheggio comunque non vive solo un problema di sicurezza, ma anche di decoro. Chi paga per posteggiare il proprio veicolo è anche costretto ad assistere a situazioni degradanti che, francamente, non sembrerebbero neanche poi così difficili da risolvere.
Due macchine sono ferme ormai da tempo di cui una, da più di un anno, con al proprio interno il lerciume più totale.
“Prima dell’ultima lettera che ho mandato a Consiag la macchina era così (come in foto ndr.) – dice Enrico –, dopo hanno messo il nastro e basta”.

Davalli fa presente che anche la Prefettura di Prato è stata informata della situazione con tanto di foto, ma per adesso, anche su questo fronte, nessuna risposta.



