PRATO – “Come ogni 15 agosto, una delegazione del Partito Democratico ha visitato la Casa circondariale della Dogaia per ascoltare e vedere da vicino la realtà di una struttura che, negli ultimi mesi, è stata teatro di rivolte e suicidi. Il personale penitenziario , pur dimostrando grande dedizione e professionalità, opera in condizioni di grave insufficienza di organico e con fondi limitati. Nonostante gli sforzi, il sistema carcerario non riesce a garantire un’adeguata gestione delle persone detenute, lasciando emergere carenze strutturali e operative che compromettono il funzionamento complessivo.

La realtà è che ‘il carcere è per tutti, ma non serve a nessuno’. Questa affermazione di Luigi Manconi, purtroppo, trova conferma nel nostro Paese, che detiene uno dei tassi di recidiva più alti d’Europa.
Il carcere, così com’è strutturato oggi, fallisce nel suo obiettivo principale: quello di reinserire nella società persone che, attraverso un percorso di riabilitazione e supporto, siano in grado di non delinquere più. Rivedere l’utilizzo delle misure alternative alla detenzione sarebbe opportuno e necessario, non solo per il bene delle persone detenute. Inoltre, lo Stato potrebbe impiegare in modo più efficiente le risorse attualmente destinate al sistema carcerario, puntando su educazione, formazione e progetti di reinserimento che possano trasformare la pena detentiva in un’opportunità reale di cambiamento e riscatto”.
Martina Cacciato, consigliera comunale e responsabile diritti civili PD Prato









