di Ilaria Lumini
PISTOIA – Se da una parte l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi rimanda al millente (il gruppo consiliare di opposizione Pistoia Ecologista e Progressista) l’allarmismo sulla mancanza di soldi e lo stop al cantiere, dall’altra i residenti, i cittadini che quotidianamente attraversano la piazza e i gestori delle poche attività commerciali rimaste nel quartiere sono esasperati.

Questa mattina, giorno di mercato e di bel sole, abbiamo passato qualche ora a San Lorenzo parlando sia con chi ci abita e sia con chi lo vive quotidianamente per lavoro. Oltre che ai tanti cittadini che, bypassando il cantiere della piazza dalla stretta stradina, si incamminano verso piazza Giovanni XXIII o agli ambulatori di via della Crocetta.
Ma quando finisce il cantiere e aprono la piazza: questa la domanda che rimbalza. Lavori iniziati a febbraio 2024, ad oggi non c’è una data precisa per il termine ma una nuova scadenza quella del 31 dicembre 2027.

“I disagi sono enormi, Pistoia è un enorme cantiere e questo dura da troppo tempo. Siamo incasinati, siamo nervosi – evidenzia una signora che accompagna il marito disabile in via della Crocetta – Mio marito è disabile, cammina faticosamente con le stampelle, e per andare agli ambulatori bisogna lasciare la macchina lontano e fare chilometri a piedi. Non tutte le persone camminano per bene, c’è anche chi, come mio marito, fatica a camminare. E’ una cosa scandalosa. E poi prima si poteva riprendere fiato all’ombra degli alberi, adesso? e in futuro?”.
Sulla possibilità di poter progettare un giardino nella piazza, la signora Michela Bacci, residente a San Lorenzo, spiega che sono state raccolte più di 300 firme “e siamo andati a parlare con il sindaco chiedendo che oltre alle pietre, in piazza ci mettessero anche una zona a verde come era un tempo. Ci è stato risposto che non è possibile. Alle due del pomeriggio, in estate, con questo caldo, mi dice chi ci starà in una piazza senza nemmeno un albero?”.

La titolare del bar Heave Scent Caffè, unico bar presente nella piazza, ci dice che lei continua a pagare il suolo pubblico al Comune anche se, per colpa del cantiere, i guadagni sono calati e continuano a calare. “Non si vergognano a chiedere il pagamento del suolo pubblico – dice la donna – Che io pago, altrimenti mi fanno la multa. Oltre 1 anno di lavori e siamo sempre allo stesso punto: il lavoro cala, ormai oltre il 60% rispetto al 2023, ed è difficile arrivare a fine mese oltre che pagare le bollette”.
I disagi non sono solo di giorno per i cittadini ma anche di notte. “Un cantiere infinito che dura da troppo tempo. La notte qui siamo al buio, hanno messo due ridicole lucine che la metà delle volte non vanno. Tanto cemento, poco verde e molti disagi” spiega Mirco Garuglieri.

Quindi una zona che, dicono residenti e cittadini, è diventata invivibile.
“Quando si pensa a livello strategico di rigenerare il tessuto urbano della città bisogna pensare alle attività e ai residenti. Una piazza in cemento che non sarà vissuta dai cittadini, parcheggi inesistenti, attività commerciali lasciate a loro stesse. Senza contare al danno idrologico perchè la toponomastica ha un senso: questo quartiere si chiama San Bartolomeo in Pantano perchè è la zona più bassa della città che si allaga puntualmente quando piove. E hanno progettato una piazza in cemento” spiega una residente.







