PISTOIA – Una fusione artistica nel segno della creatività, del riuso e della sostenibilità.
È quella messa in pratica presso l’atelier-laboratorio “ArtDesia” di Pistoia (in vicolo dei Cherici 1, a pochi metri da piazzetta Sozzifanti e via della Torre, in pieno centro medievale) attraverso un progetto che unisce un’esperienza ventennale nell’ambito della sartoria artigianale con un’altrettanto lunga passione e attività nell’arte del disegno.
Protagonisti Deborah Pientini e Luca Lucherini, che abbiamo avuto il piacere di incontrare presso “ArtDesia” per farci raccontare come è nata questa idea e cosa ha contribuito ad avvicinare e unire due “mondi” in apparenza distanti.

Deborah, formatasi come stilista e modellista industriale, ha partecipato a fiere del settore della moda tra Firenze, Milano e Parigi, e dal 2000 con la nascita di “ArtDesia” è stata pioniera a Pistoia di progetto, tuttora in corso, legato alla moda etica e sostenibile. Ha cominciato creando piccole collezioni, spesso pezzi unici, utilizzando tessuti recuperati dalle rimanenze delle industrie tessili, cuciti in maniera sartoriale e accostando fantasie e colori in modo inconsueto.
Luca, animato fin da ragazzo dalla passione per il disegno, è artista versatile e poliedrico, dalla vena ironica e graffiante, e quest’anno ha realizzato una serie di illustrazioni con soggetto ricorrente la sua gatta per il calendario di Settegiorni.
“L’idea di questa collaborazione è partita da alcuni tessuti che mi sono stati donati nei mesi scorsi – racconta Deborah – sono pezzi di biancheria appartenuti a Sebastiano Ciampi, intellettuale pistoiese dell’Ottocento, e alla sua famiglia. A seguito di questa donazione io e Luca abbiamo deciso di inventarci qualcosa in cui ciascuno potesse mettere a frutto le proprie capacità ed esprimere al meglio la propria creatività all’interno dei rispettivi ambiti: io con la mia progettualità sartoriale, Luca con il suo disegno e le sue vignette caratterizzate da una pungente ironia.
Abbiamo pensato a qualcosa di unisex e di molto pratico, partendo dal principio del riuso, del riciclo, della sostenibilità, del ridare nuova vita a tessuti che altrimenti sarebbero stati rinchiusi in un magazzino e poi buttati via. Una produzione di tipo circolare è alla base del mio lavoro, e anche quello pensato con Luca è un progetto a impatto zero, fondato sul concetto di recupero: come è noto, uno dei grossi problemi del settore dell’abbigliamento riguarda proprio lo spreco e l’impatto ambientale nella produzione dei tessuti, e come piccola sartoria artigianale sono da sempre molto attenta e sensibile verso questo tema.
La linea di capi di abbigliamento e accessori ideata insieme si basa interamente sul recupero e sul riciclo dei tessuti che mi sono stati regalati e di ciò che avevo già nel mio laboratorio, senza dover procedere all’acquisto di nuovi materiali”.

Deborah e Luca hanno quindi realizzato una piccola “capsule”, ovvero un campionario di pochi pezzi che dovranno rappresentare il punto di partenza per un lavoro su ordinazione, in cui ogni singolo pezzo è eventualmente “personalizzabile” da parte dell’acquirente. La “collezione” iniziale comprende tre borse con tre tipi di vignette diverse, due salopette e due giacche in formato kimono, tutto in formato unisex.
“Il concetto di fondo è lo stesso che utilizzo già nel mio lavoro – puntualizza Deborah – soprattutto per quanto riguarda il recupero dei tessuti: mi rifornisco dai dead stock dove ci sono rimanenze e scarti delle aziende tessili che altrimenti andrebbero al macero, è una cosa che ho sempre fatto da quando ho iniziato questa attività.
Inoltre giro spesso per i mercatini, dove amo recuperare tessuti vintage e dare poi libero sfogo alla mia creatività, come ha fatto Luca in questo progetto: le sue decorazioni non sono delle stampe applicate sul tessuto, ma dei disegni eseguiti a mano direttamente su di esso, e ciò secondo me dà ancora più valore artistico alla collezione”.

“L’aspetto più bello del progetto – sottolinea Luca – è stata la piena comunione nella scelta del taglio dei capi e delle illustrazioni da eseguire, abbiamo trovato fin da subito un accordo e una sinergia che ci hanno permesso di lavorare con entusiasmo e unità d’intenti. Non è la prima volta che disegno immagini o vignette su tessuto: già da ragazzino disegnavo sulle magliette che indossavo, ho disegnato anche su zaini e felpe, ma mi mancava un’esperienza del genere, di poter lavorare a fianco di una professionista del settore sartoriale per dare vita a una piccola linea d’abbigliamento “firmata” con i miei disegni.
Sono molto felice di aver avuto questa opportunità, è un modo anche per crescere dal punto di vista professionale e artistico e, al di là dell’aspetto economico, la soddisfazione e la gioia più grande sarà vedere qualcuno portare a giro per strada i miei disegni”.
Disegni che abbiamo imparato a conoscere nella recente mostra alla libreria “Lo Spazio” di Pistoia: Luca sorprende cattura l’attenzione e invita a riflettere con immagini e parole ora pungenti e dissacranti, ora comiche e surreali, ora grottesche e paradossali. È il suo stile, sempre caratterizzato da giochi di parole e condito da una graffiante ironia, che nelle decorazioni sui tessuti assume la forma di battute, motti di spirito, doppi sensi, più una citazione da “Bandiera bianca” di Franco Battiato. La parola si fa arte e i tessuti diventano la “cornice” ideale per lettere e figure umane, che nel corso degli anni sono ormai diventate il “marchio di fabbrica” e l’elemento originale e caratteristico dei disegni di Luca.

“Come pensiamo e speriamo che si possa evolvere questo progetto? Mi piace l’idea che oltre ad acquistare i capi in esposizione il cliente possa ordinarli – afferma Deborah – perché in questo modo ciascuno ha la possibilità di scegliere il soggetto che preferisce o che reputa più adatto a lui.
Attraverso l’ordinazione si può personalizzare e rendere unico il prodotto desiderato, è qualcosa che già faccio nel mio lavoro in atelier e mi dà grande soddisfazione; nonostante l’abitudine alle grandi catene di abbigliamento, le persone hanno ancora piacere a decidere e a “farsi costruire” un vestito o una borsa in base alle proprie preferenze e ai propri gusti, per quanto riguarda sia le decorazioni che i colori.
L’auspicio per questo progetto è che possa venire apprezzato nel suo unire riciclo creativo e sostenibilità ambientale alla realizzazione di veri e propri “oggetti d’arte” unici e originali”.










