mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, al via un progetto “di rete” per la tutela dei documenti rari e pregiati

PISTOIA – Al via “Le radici e le ali”, il nuovo progetto finanziato dalla Fondazione Caript per il restauro e la digitalizzazione dei documenti rari e di pregio nelle collezioni delle biblioteche e degli archivi di Redop, la Rete bibliotecaria della provincia di Pistoia.

Una iniziativa “di rete”, resa possibile grazie alla sinergia, alla collaborazione e all’unità d’intenti di tutti i soggetti coinvolti, che ha come obiettivo primario quello di tutelare, conservare e diffondere presso il pubblico beni culturali di particolare pregio e rarità presenti nelle biblioteche (prime fra tutte la San Giorgio e la Forteguerriana) e negli archivi della provincia di Pistoia.

Un momento della presentazione del progetto presso la Biblioteca Forteguerriana e alcune immagini di libri e documenti oggetto dell’iniziativa

Un patrimonio librario e documentario da proteggere e valorizzare, nonché di indiscutibile valore, come testimoniato dai beni posseduti dalle due maggiori biblioteche pistoiesi, che saranno oggetto di restauro e digitalizzazione: tra questi, spiccano gli stemmari manoscritti delle famiglie pistoiesi del Settecento, un disegno della Villa di Scornio eseguito dall’architetto pistoiese Giuliano Gatteschi, la collezione degli ottocento volumi della Biblioteca di cultura moderna, l’edizione parigina del 1930 dell’Ulysses di Joyce e la prima edizione del 1942 della raccolta poetica Ed è subito sera di Quasimodo.

Il progetto “Le radici e le ali”, che dovrebbe concludersi entro il 2023, si pone in linea di continuità ideale con il precedente progetto “Identità e memoria”, e anch’esso si avvale del fondamentale contributo finanziario della Fondazione Caript attraverso il bando “Restauro e valorizzazione del patrimonio artistico”, per un importo di oltre 50mila euro.

Il progetto è stato presentato stamani alla stampa nella Sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana, dove hanno trovato spazio alcuni tra i libri e i documenti al centro di tale iniziativa.

“Da sempre la Fondazione Caript è fortemente impegnata a sostenere progetti di salvaguardia del vastissimo patrimonio culturale della nostra provincia – ha spiegato il presidente di Caript Lorenzo Zogheri – adesso stiamo dando particolare importanza alla valorizzazione di questo patrimonio e questo implica l’effettiva possibilità per il pubblico di usufruirne. Ciò, naturalmente, se si agisce per diffondere la cultura, come vuole fare la nostra Fondazione.

Per questo, in particolare, sono significativi progetti di digitalizzazione. Si tratta di interventi che richiedono una grande mole di lavoro e consistenti investimenti ma la cui realizzazione può molto contribuire all’accessibilità ai beni culturali, sia da parte di esperti e di addetti ai lavori che da parte del pubblico più ampio. L’obiettivo, infatti, è porre l’attenzione su aspetti identitari del nostro territorio attraverso il suo patrimonio culturale per renderlo conosciuto anche al di là dei propri confini”.

“L’idea che sta alla base della rete Redop – ha sottolineato il sindaco Alessandro Tomasi – è antesignana e innovativa, fondata su un concetto di cooperazione tra soggetti pubblici e privati, di condivisione dei progetti culturali e ottimizzazione delle risorse economiche. La nostra città non è seconda a nessuna quando c’è la volontà, politica e culturale, di mettere in collaborazione enti diversi per portare a termine progetti per l’intera cittadinanza. C’è, per esempio, una ricchezza di archivi privati e familiari che rappresentano un patrimonio da tutelare e salvaguardare; grazie a Redop abbiamo portato alla luce e alla conoscenza dei cittadini e degli studiosi questi beni di grande valore, e c’è ancora da lavorare in questa direzione. Il progetto presentato oggi ci deve essere d’insegnamento anche per il futuro riguardo la necessità di fare rete, condividere linee strategiche, agire nella medesima unità d’intenti, sfruttare al meglio i finanziamenti disponibili: se stamani siamo qui è grazie alla collaborazione tra Provincia, Comuni, Redop, fondazioni, biblioteche e archivi pubblici e privati della provincia”.

La Biblioteca dei Domenicani propone un incunabolo stampato a Venezia nel 1499 da Lucantonio Giunta il vecchio, capostipite della casa editrice Giunti, che esiste ancora oggi e che utilizza ancora come suo logo il giglio fiorentino campeggiante sul frontespizio di questo piccolo libro.

E’ invece di poco posteriore l’esemplare cinquecentesco dell’architettura di Vitruvio appartenente alla Biblioteca Fabroniana, nella traduzione italiana del Caporali, mentre si torna indietro al XII secolo con il codice contenente il Decreto del Vescovo Burcardo di Worms, che costituisce la fonte più importante del diritto canonico prima del 1150. Il testo, di proprietà dell’Archivio Capitolare, sta partecipando al progetto Burhards dekret digital sotto la direzione di varie Università tedesche con capofila l’Università di Magonza.

Gli altri interventi di restauro riguardano i periodici e i numeri unici pistoiesi, di proprietà della Biblioteca Forteguerriana, perlopiù ottocenteschi, e due preziosi stemmari delle famiglie pistoiesi ammesse rispettivamente alla nobiltà e al patriziato risalenti a metà Settecento. Sono invece di fine Ottocento e inizi Novecento i volumi proposti al restauro dalla Biblioteca di Montecatini Terme, di cui uno sulla storia delle terme e altri tre relativi a opere di autori montecatinesi di particolare pregio per l’epoca.

La Biblioteca San Giorgio ha invece selezionato alcune importanti prime edizioni novecentesche, alcune delle quali provviste di dedica dell’autore, che rappresentano vere e proprie rarità nel panorama bibliografico nazionale. Infine, due azioni di restauro riguarderanno documenti di archivio: il Comune di San Marcello Piteglio restaurerà due volumi di Saldi dei Camerlinghi del Seicento-inizi Settecento, mentre l’Archivio Vescovile avvierà un primo percorso di recupero su alcuni registri dei battezzati della Cattedrale, a partire dai più antichi, che risalgono alla metà del Quattrocento.

La Casa Museo Sigfrido Bartolini provvederà alla digitalizzazione di due importanti fondi archivistici: il fondo dello scrittore Barna Occhini e il fondo del pittore pistoiese Giulio Innocenti, che contiene, tra l’altro, l’interessante corrispondenza con la scrittrice Gianna Manzini. L’ Archivio Roberto Marini “Oltre il secolo breve” continuerà con la digitalizzazione dell’ingente patrimonio di VHS raccolte negli anni, a forte rischio di obsolescenza tecnologica. Il Centro il Funaro, oggi organizzativamente legato ad ATP, curerà la digitalizzazione dell’importante archivio Andres Neumann, il cui nome è legato ad una delle più importanti agenzie del mondo dello spettacolo.

Il Centro di Documentazione di Pistoia contribuirà con la digitalizzazione di migliaia di pagine tratte da fanzine, fogli unici, periodici tematici di grande rarità.

Sono legati al lavoro gli interventi della Biblioteca San Giorgio, che intende digitalizzare la raccolta dei disegni tecnici di carrozze ferroviarie prodotti dallo studio Pininfarina per conto dell’azienda Breda, e della Biblioteca di Quarrata, che creerà un vero e proprio archivio digitale del mobile a partire dalla riproduzione digitale degli scatti realizzati dall’illustre fotografo Carnicelli ai modelli di mobili realizzati a Quarrata tra gli anni Sessanta e Novanta.

La Fondazione Valore-Lavoro riprodurrà in digitale il raro periodico “La nostra terra”, mentre la Fondazione Jorio Vivarelli valorizzerà i materiali audiovisivi e a stampa legati alla figura del maestro. L’Istituto Storico della Resistenza ha invece candidato alla digitalizzazione la raccolta dei suoi manifesti storici: vere e proprie rarità.

Sul fronte archivistico, il Comune di Montale ha scelto i registri delle delibere e della corrispondenza del primo Novecento, mentre il Comune di Lamporecchio prosegue l’intervento di recupero sui registri dello stato civile del primo Novecento.

Una terza linea di intervento riguarda la catalogazione bibliografica, che interesserà circa 15.000 unità bibliogafiche suddivise tra le diverse istituzioni.

Ogni fase è stata e sarà seguita con dedizione e professionalità dal personale della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Toscana e del Laboratorio di Restauro della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: i loro interventi di controllo e di autorizzazione rispetto alle operazioni di restauro e digitalizzazione hanno rappresentato una costante garanzia sulla qualità degli interventi effettuati.

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