di Marco Cei
PISTOIA – Già a partire dall’anno scorso, e per tutto quello attuale che si avvia a chiudersi, nella nostra città si sono aperti diversi cantieri di lavori lungo le strade, procurando non pochi disagi. Ognuno di noi può fare il suo cahier de doléances personale, con tanto di percorsi, ritardi, moccoli e imprecazioni. Una serie infinita di lavori, ma con quali risorse?
Non è che il comune di Pistoia abbia trovato il suo pozzo di San Patrizio, o forse in parte sì: molti dei progetti e dei lavori sono stati finanziati con fondi dell’Unione Europea, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), all’interno del programma Next Generation EU, cosa che spiega anche le improvvise accelerazioni e semplificazioni di procedure. Ma non giustifica la scarsissima comunicazione fra l’Amministrazione pubblica che le sta portando avanti e i comuni cittadini che si trovano davanti al fatto compiuto, o talvolta solamente iniziato.
Per valutare i singoli interventi di trasformazione urbana, per poi essere condivisi oppure contestati, è infatti necessario farli conoscere alla città, dedicando una buona parte delle risorse e del tempo alla comunicazione, che non può esaurirsi in una istituzionale assemblea pubblica, casomai quasi deserta, con cui lavarsi la coscienza partecipativa. Il mio presente contributo, svolto in due articoli, è un limitato tentativo di approfondimento e comprensione di quello che sta succedendo a Pistoia, e in particolare nella zona della Stazione.
Ciclovia del Sole
A giugno sono stati avviati i lavori per la realizzazione del tratto di Ciclovia del Sole che attraversa Pistoia. Un percorso complessivo di circa 10 chilometri, che parte da piazza Dante Alighieri (Stazione FF.SS.), prosegue nel Largo Treviso (la “Barriera”), via delle Mura Urbane, piazza Leonardo da Vinci (l’”Arca”), Piazza della Resistenza (“piazza d’Armi”), zona dei Cimiteri e poi di Panorama, Pontenuovo e arriva fino a via del Forramoro, al confine con il comune di Montale. I lavori consistono perlopiù nella riqualificazione di sedi stradali esistenti e interventi di nuova realizzazione, oltre all’inserimento di tratti già presenti (a fianco del viale dell’Arcadia).

A breve i lavori interesseranno via XX Settembre, sul cui lato destro della carreggiata sarà realizzata la pista ciclabile che, tramite Largo Treviso, andrà a ricongiungersi con il tratto di via delle Mura Urbane e poi proseguire.
La Ciclovia del Sole è un progetto nazionale che interessa 4 regioni più le due province autonome: è già realizzata la parte settentrionale del tracciato, denominata ciclopista della valle dell’Adige (lunga circa 400 km), che dal Brennero arriva fino a Verona, mentre è in corso quella che da Verona porterà fino alla Sicilia, attraversando le province di Verona, Mantova, Bologna, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Latina, Napoli, Salerno, Villa San Giovanni, Messina, Palermo. A sua volta, questo tracciato italiano fa parte di una rete europea, i cosiddetti EuroVelo, in particolare di Eurovelo n.7 che partendo da Capo Nord arriverà fino a Malta.

La zona della Stazione ferroviaria
La zona sud di Pistoia, per intendersi quella della Stazione, per poter accogliere l’asse ciclabile di progetto deve essere trasformata in modo significativo e gli imminenti lavori su via XX Settembre faranno seguito a quelli già avviati su via delle Mura Urbane.

Questa porzione urbana da tempo costituisce un indegno ingresso alla città, che i pendolari verso treni e autobus ormai non vedono più per l’abitudine al tragitto, ma che i sempre più numerosi visitatori e nuovi abitanti invece notano. La spianata tutta cementata di piazza Dante Alighieri, la dissestata via XX Settembre, l’allucinante area ex-Breda che si intravede, Largo Treviso monopolizzato da asfalto, auto e bus, la degradata via Atto Vannucci, sono il discutibile biglietto da visita della città prima di entrare nel centro storico, quello sì più accogliente e curato. E dire che ci sono stati tempi che invece mostravano una cura e un’attenzione molto diverse, ovviamente declinate secondo i gusti del tempo, certo oggi non riproponibili. C’è da dire che la stazione di Pistoia, dalla realizzazione della “Porrettana” Pistoia-Bologna (1864) fino a quella della linea “Direttissima” Prato-Bologna (1934), rappresentava uno dei principali snodi della “Strada Ferrata dell’Italia Centrale” e come tale era trattata.
Nel prossimo articolo, dedicato tutto a via XX Settembre, vorrei parlare del recente passato e del suo futuro prossimo, o perlomeno di quali sono le idee e i piani per trasformarla, sia da parte dell’Amministrazione che di altri soggetti interessati.







