mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, conclusi i restauri a Villa Pagnozzi: sabato l’inaugurazione

di Giovanni Fedi

PISTOIA – L’arrivo della primavera ha visto la conclusione del secondo intervento di restauro della cappella di Villa Pagnozzi, edificio sorto, all’esterno della mura cittadine in direzione Candeglia, intorno alla metà del XVII secolo e sede, dai primi anni dell’ultimo dopoguerra, dell’Ente Camposampiero e delle sue principali attività.

Dopo il ripristino del tetto, che si era deteriorato al punto tale da minacciare il crollo dell’edificio con conseguenti danni irrecuperabili agli interni, anche le operazioni di recupero degli affreschi della singola navata della struttura, realizzate con competenza e grande laboriosità da Laura Vannucchi, sono giunte a compimento.

Gli interventi sono stati resi possibili dal generoso e sostanzioso contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, del Comune di Pistoia e di altri enti.

Madonna con bambino, particolare

Nel corso dei lavori, non sono mancate sorprese essendo emerse caratteristiche di cui era stata completamente persa la memoria. Sulle pareti a fianco dell’altare sono state riportate alla luce le figure di due santi, realizzate da abili pennelli e rimaste celate sotto successive imbiancature, rappresentanti Sant’Atto e San Cristoforo. Il motivo di maggior stupore e curiosità è stato però generato dall’affresco ad ornamento dell’altare che ritrae una Madonna con Bambino attorniata da svariate figure.

Venti i personaggi complessivi, fra cui 4 santi tre dei quali riconoscibili: Santo Onofrio, San Jacopo il Maggiore, San Girolamo. Probabilmente, considerato il complesso della scena, una sacra conversazione. Anch’esso era rimasto nascosto sotto una tela che ha vissuto recentemente una storia travagliata: rubata, recuperata ed ora conservata presso la Parrocchia dell’Immacolata. Fra le persone ancora in vita nessuno ne conservava il ricordo. 

Particolarmente stimolante il fatto che il dipinto murale appare frutto di tre periodi diversi. La parte centrale dovrebbe essere di origine tardo medievale, vista la tecnica con cui è stata realizzata, ed è stata in seguito integrata da interventi di restauro e ampliamento presuntivamente verificatisi a metà del seicento e agli inizi dell’ottocento. A quest’ultimo periodo sono riferibili anche le restanti decorazioni con motivi architettonici, floreali e religiosi dell’ambiente sacro.

La restauratrice Laura Vannucchi

L’interesse alimentato dai ritrovamenti ha dato vita ad una serie di ricerche volte a cercare di definire l’origine e la storia di tutto il complesso.

Il felice esito del recupero a nuova vita della cappella sarà festeggiato nel fine settimana. Per sabato sabato 26 marzo è prevista infatti l’inaugurazione alle ore 11 con la celebrazione di un Rosario per la pace. Nella restante parte della giornata e in quella successiva sarà possibile visitare tutta la villa, nell’ambito delle Giornate di primavera organizzate dal FAI, mediante prenotazione obbligatoria, su http://www.giornatefai.it, entro la mezzanotte del giorno precedente, fino all’esaurimento dei posti disponibili, in osservanza delle misure di contrasto all’epidemia di SARS-Cov-2.

L’iniziativa terminerà domenica alle 17 con una messa.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia