mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia. Devianze giovanili, stamani l’incontro allo Scientifico: ” un fenomeno da monitorare”

di Marcello Paris

PISTOIA – Su iniziativa della Prefetta di Pistoia Licia Donatella Messina, lo scorso 28 giugno è stato firmato un protocollo fra i rappresentanti della Provincia di Pistoia, del Comune di Pistoia, delle Forze dell’Ordine, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, delle Società della Salute di Pistoia e della Valdinievole, della Consulta Provinciale degli Studenti di Pistoia e del CTS (Centro Territoriale di Supporto).

Si tratta di una serie di iniziative volte e combattere i fenomeni di disagio giovanile e violenza meglio definiti Devianze giovanile nelle quali rientrano una serie di comportamenti illegittimi che spesso sfociano in veri reati.

Nel termine “devianza” sono ricomprese una serie di condotte che non integrano necessariamente la commissione di reati ma possono anche infrangere regole sociali, morali e di costume. Tra queste ci sono il Bullismo ed il Cyberbullismo che consistono nell’isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

La platea dei ragazzi coinvolti nell’iniziativa

Tutte le campagne di sensibilizzazione sono orientate a far sì che i giovani siano in grado di riconoscere come nocivi i contenuti che la rete, per sua natura senza filtri, rende virale. Quella di oggi si prefigge questo scopo.

Il primo incontro della serie si è svolto, stamattina (4 ottobre), al Liceo Scientifico Duca d’Aosta al quale hanno preso parte gli studenti del biennio degli istituti scolastici secondari di secondo grado della provincia il cui il filo conduttore è stato “Le devianze giovanili: il sentimento della forza”.

Per parlare del fenomeno con gli studenti sono intervenuti, dopo la relazione introduttiva della Prefetta Messina, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, il presidente della provincia Luca Marmo mentre il Procuratore della Repubblica preso il Tribunale per i Minorenni di Firenze Antonio Sangermano ha fatto una vera lezione sull’argomento portando anche esperienze vissute nelle varie città dove ha ricoperto analoghi incarichi.

Sul tema abbiamo posto alcune domande ai rappresentanti delle istituzioni e allo stesso Procuratore.

Iniziamo dalla signora Prefetta per chiederle se questa iniziativa parte dalla prefettura o si muove sulla scia di quanto sta facendo il ministero dell’Interno su questi temi.

È in linea con la direttiva del Ministero ma è una iniziativa autonoma. È stato un percorso abbastanza lungo perché è stato istituito un apposito tavolo di studio in prefettura nel 2021 e si è concluso con la sottoscrizione di un protocollo che mira ad adottare un percorso per prevenire e contrastare il bullismo, il cyberbullismo e tutte le altre forme di violenza connesse alle devianze giovanili in accordo con la questura e gli altri soggetti coinvolti.

Questa è la prima di una serie, quanto andrà avanti il coinvolgimento degli studenti per sensibilizzarli al problema.

Dopo la giornata odierna dove sono coinvolte le scuole con il biennio delle superiori di Pistoia e della provincia (oggi abbiamo la diretta streaming), domani saremo a Montecatini e giovedì su Pistoia, in piazza del Duomo, con una struttura mobile multimediale che con la Polizia Postale e delle Comunicazioni incontreremo gli studenti della scuola secondaria di primo grado nell’ambito della campagna “una vita da social”. In questi due incontri ci saranno dei testimonial due nuotatrici di Fondo delle Fiamme Oro Ginevra Taddeucci, medaglia di bronzo ai Campionati del mondo 2022 e ora e argento ai campionati europei sempre del ’22 e Giulia Gabrielleschi, medaglia d’oro ai campionati europei del 2021, argento ai mondiali del 2019, bronzo nel 2017 e nel 2022.

Com’è il fenomeno devianze nella nostra provincia.

È un fenomeno da controllare, monitorare; contiamo molto sulla prevenzione di un fenomeno che, purtroppo, esiste dappertutto. Contiamo molto sulla collaborazione degli istituti scolastici dove è più facile seminare bene.

da sn: Procuratore Prefetta, Marmo Tomasi, Valentini

Al presidente Marmo abbiamo chiesto quale ruolo svolge la Provincia nell’applicazione di questo protocollo.

Oltre a mettere a disposizione gli ambienti dove abbiamo competenza, La Provincia di Pistoia, in forza della sua storia per la formazione e i servizi sociali, conserva una rete di rieducazione informale degli adulti composta da un centinaio di associazioni con professionisti del settore che durante l’anno organizza momenti di formazione e informazione sulla genitorialità, un momento importante sul percorso avviato dalla prefettura in chiave preventiva.

Alla questore di Pistoia Olimpia Abbate abbiamo chiesto quant’è ampio il fenomeno nel territorio di sua competenza.

Per fortuna ci troviamo di fronte ad una comunità molto sana e di problemi molto contenuti. Noi ci muoviamo soprattutto con finalità di prevenzione perché è importante diffondere una cultura di legalità, della sicurezza del rispetto de se e degli altri. È importante la vicinanza ai ragazzi.

Qual è la casistica più frequente nei fenomeni di devianza o disagio.

Principalmente abbiamo fenomeni di aggressione verbale. La violenza fisica è un fenomeno sporadico, ne registriamo due, tre all’anno. Ma è importante che i ragazzi vedano come lavorano le istituzioni per la loro sicurezza, la, percezione del reato soprattutto se manca nell’ambito familiare una guida consapevole del limite da il lecito e l’illecito.

Fra i firmatari il comune di Pistoia che su questo percorso ha un ruolo concreto.

Signor sindaco, quali iniziative pensate di mettere in campo per la parte di vostra competenza

Recentemente, prima delle elezioni, abbiamo istituito uno sportello per le famiglie. Il nuovo bando che abbiamo fatto si propone di coinvolgere sia i ragazzi che le famiglie cercando di andare a scovare il bisogno e attivare corsi e spazi che coinvolgessero tutti, soprattutto in relazione con le scuole. Quindi non luoghi isolati, luoghi aperti dove tutti possano partecipare. Tutte le famiglie anche quelle dove ci sono ragazzi che apparentemente sembrano non avere problemi, ad esempio di carattere economico. Lo sportello delle famiglie è attivo, è in piazza del Duomo dove si dà risposte a tutti, genitori e ragazzi che hannio una passione si vogliano impegnare in uno sportr ma anche per raccontare un problema ed essere indirizzati dove possono trovare altre rispote. Tutto in collaborazione con le forze dell’ordine, le scuole, insegnanti e dirigenti.

Come si diceva il Procuratore ha tenuto una lunga prolusione ad un uditorio attento e composto ed ha esordito facendo rilevare a quale età il minore diventa responsabile dei suoi atti, vale a dire già dai 14 anni per poi dire che troppo spesso, e qui ha insistito, si parla di diritti e poco di doveri.

A lui abbiamo chiesto quali sono le devianze più comuni o frequenti sulla base della sua esperienza di magistrato.

Bullismo, cyberbullismo, porno revange, micro spacciom finalizzato all’acquisto di droga, violenze sessuali nei contesti di divertimento e festicciole, pedo pornografia informatica connessa video gore, vale a dire video brutali se non raccapriccianti.

Il vostro compito, naturalmente, mira più al recupero a educare che all’irrogazione della pena

Il nostro compito è portare il ragazzo a capire il disvalore dell’azione compiuta: una società di soli diritti non funziona. Occorre che comprendano che accanto ai diritti ci sono i doveri se non lo comprendono serve arrivare alla punizione.

Sul disagio sociale parte della colpa è attribuita alla famiglia. Condivide?

È anche così ma io sono contrario alla socializzazione delle colpe. È chiaro che la famiglia ha un ruolo e viene chiamata in causa però di fronte al fatto reato e al dolore che il reato produce occorre focalizzare la responsabilità individuale. Comprenderne le cause senza però giustificarle nella dinamica.

Il ruolo della scuola è altrettanto importante.

La scuola è fondamentale, non deve essere una scuola punitiva, io sono contrario al cieco punitivismo ma neanche una scuola condiscendente, tollerante, relativista e giustificazionista perché il giustificazionismo produce mostri. Bisogna che la scuola recuperi non la severità ma il senso del rigore e insegni ai ragazzi i diritti e i doveri.

Secondo lei la legislazione è al passo con i tempi, con l’oggi.

Assolutamente no. La legislazione è indietro. Ci sono forme nuove di reato che sono anche state enucleate con il “codice rosso” e poi il no revange è un’ottima legge però siamo indietro sotto tanti versanti. Dobbiamo rivedere il diritto minorile senza disperderne l’essenza ma anche ricalibrando la conclamata mitezza per a volte ad essere miti si rischia di passare per fessi.

Prima di passare al dibattito e alle domande è stato proiettato un docu film su una vicenda tragica di una ragazza bullizzata che poi è morta.

La speranza di tutti è rivolta alla breccia che iniziative di questo tipo può aprire nelle menti dei più refrattari al rispetto delle regole e del proprio simile.

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