Giorgio Tesi Group Pistoia

Della Rosa 7,5 (15 punti, 2/4 da due, 3/5 da tre, 5 rimbalzi, 5 assist in 27’) – Un’altra prova da leader maximo, a coronamento di una Supercoppa eroica, vissuta senza il partner di reparto Saccaggi. Stavolta per il capitano si è presentato l’ulteriore ostacolo della situazione falli che ne ha limitato giocoforza il minutaggio. I giocatori come ‘Della’ però non staccano mai la testa dal campo: il suo rientro, infatti, è devastante e trova il suo apice nella tripla che condanna definitivamente la Fortitudo.
Lurini 6 (1 punto, 0/4 dal campo, 1 rimbalzo e 1 assist in 20’) – Le circostanze hanno costretto coach Brienza a dover ricorrere all’aggregato ex Formia, ormai pronto a salutare dopo il contributo offerto negli allenamenti. Se offensivamente la sua gara non trova sbocchi, è comunque da lodare la sua applicazione nel rimanere dentro i meccanismi difensivi e non costituire una falla in un sistema che funziona.
Huggins n.e.
Cemmi s.v.
Del Chiaro 6,5 (6 punti, 3/6 dal campo, 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 27’) – Vince nettamente il confronto diretto con Biordi e se la cava anche quando Dalmonte ricorre al quintetto piccolo. I compagni non rimangono delusi neanche in attacco, visto che riesce sempre a farsi trovare sotto canestro per i più facili degli appoggi. Mette il punto esclamativo alla sua gara con una stoppata su Thornton: Angelone è sempre più una sicurezza per questa squadra.
Magro 5,5 (4 punti, 2/2 dal campo, 4 rimbalzi in 14’) – Niente di più e niente di meno di quanto ha offerto in questa pre-season. I falli lo limitano di nuovo e ‘Pippo’ esce dai radar della gara, dove comunque non aveva fatto niente di trascendentale. Un buon rimbalzo in attacco con successivo canestro è l’unica cosa che si ricordi: lo attendiamo più performante e più lucido per la prima di campionato.
Allinei 6,5 (6 punti, 2/7 dal campo, 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata in 31’) – Il forfait di Huggins e la situazione falli di Della Rosa e Pollone gli regalano un minutaggio ampissimo che gli servirà non poco in termini di esperienza. Il liceale ‘Greg’ ha svolto un vero e proprio apprendistato in questa Supercoppa e oggi lo ha concluso con la sua prestazione più convincente, al netto dei soliti e comprensibili errori. La sua tripla nel terzo quarto fa mettere le mani sulla gara a Pistoia.
Pollone 6,5 (8 punti, 2/4 dal campo, 5 rimbalzi in 23’) – Pistoia sta iniziando a conoscerlo e ad apprezzarlo. Contro la Effe ci mette la solita energia, cercando costantemente di sporcare le linee di passaggio e facendo pressione sulle individualità degli emiliani. Stavolta raggiunge quota cinque falli, al termine di una gara dove ha comunque dovuto vedersela con gente come Thornton e Aradori.
Varnado 7 (16 punti, 6/16 dal campo, 3 rimbalzi, 3 assist in 27’) – Un Jordon reso più umano dai continui raddoppi dei giocatori biancoblu. E se tutta questa limitazione alla fine produce comunque 16 punti, allora a Pistoia si possono dormire sonni sereni. Inizialmente sfidato al tiro dagli avversari, l’ex Troy University smette di forzare e attende sapientemente i momenti più propizi per colpire. Il repertorio, come sempre, è bello quanto vario: triple, schiacciate, transizioni vincenti e anche ottimi servizi ai compagni.
Wheatle 7,5 (9 punti, 4/8 dal campo, 7 rimbalzi, 5 assist, 2 palle recuperate in 29’) – Insostituibile, camaleontico, efficacissimo. Se non conoscessimo già abbastanza le qualità dell’inglese, probabilmente useremmo ancora più aggettivi. Ma se Pistoia non sente il peso delle due assenze, è anche perché in squadra c’è lui che amministra la difesa, fa il playmaker fuori ruolo, pressa i tiratori più in palla della Fortitudo, crea seconde opportunità e, quando può, colpisce in transizione e anche dalla lunga. In poche parole, Re Carl.
Coach Brienza 7 – Altro giro, altra emergenza da gestire. Sicuramente sperava che questo suo secondo anno a Pistoia iniziasse meglio, ma il coach sembra riuscire sempre a far fronte a qualunque problematica. Senza due esterni titolari, continua a dare fiducia a Pollone ed Allinei che lo ripagano con abnegazione. L’affidabilità, poi, dei suoi leader fa il resto. Avrà pur trovato una Fortitudo troppo brutta per essere vera, ma il suo diktat di partire dalla difesa per poi vincere le partite sta iniziando a concretizzarsi in campo.
Kigili Fortitudo Bologna
Biordi 5 – L’ex Trapani, da secondo lungo nelle rotazioni, non riesce ad emergere e patisce l’intraprendenza di Del Chiaro.
Thornton 5 – Il suo talento dovrebbe essere il valore aggiunto di questa squadra. Al PalaCarrara la sua prestazione è anonima, arrendevole e priva di spunti: la difesa di Pistoia lo neutralizza. L’unica doppia cifra che sfiora è quella a rimbalzo, il che la dice lunga.
Aradori 5,5 – Riesce a fare meglio dal punto di vista offensivo, ma emergono ancora i limiti di un giocatore da sempre troppo solista. Colpisce dal campo solamente nel secondo tempo e chiude con un 3/12 che spiega meglio la sua prestazione.
Barbante s.v. – Quattro minuti scarsi in campo dove commette due falli.
Panni 5 – La sua tripla è il primo canestro dal campo della Fortitudo, ma il suo apporto alla gara si esaurisce sostanzialmente qui.
Paci 5 – Pivot dello starting five ma poi si ferma a nove minuti in campo. La sfida tra giganti con Magro dura dunque poco e lui riesce ad incidere ancora meno del suo rivale.
Fantinelli 5 – Il capitano della Effe inciampa insieme ai suoi in una prova incolore, dove non riesce mai a dettare e a cambiare il ritmo della squadra. Anche al tiro è una serata da dimenticare.
Niang n.e.
Italiano 5,5 – Gli va riconosciuto che è il primo a prendersi la squadra sulle spalle e a cercare di risalire la china nel secondo quarto, quando riporta la Effe a -1. Rimane tuttavia l’unico buon momento della sua partita.
Cucci 5,5 – Se la Fortitudo accarezza ancora una minima speranza di rimonta nel quarto periodo, il merito è principalmente suo. Prima però anche dell’esperto lungo ex Scafati non c’era stato nulla da evidenziare.
Davis 5 – Poco o nulla del giocatore che determinò la salvezza di Biella nella scorsa stagione. Nel confronto con Varnado cede le armi e seppur si impegni da ambo i lati del campo il suo apporto alla causa della sua nuova squadra è pressoché sterile.
Coach Dalmonte 5,5 – Difficile prescindere dal fatto che la squadra che gli è stata affidata è stata costruita tardi e in fretta e furia con quanto c’era ancora di disponibile sul mercato. Le ambizioni dovranno essere dunque commisurate alla difficoltà di amalgamare un roster con importanti individualità ma anche con qualche lacuna strutturale. Primo su tutti il reparto lunghi, ma con aspetti da rivedere anche per quello degli esterni. Oggi la gara è stata probabilmente più brutta di quanto si potesse preventivare, ma nella Bologna fortitudina c’è la consapevolezza che adesso, per puntare in alto, servirà rimboccarsi le maniche.
(f.b.)





