PISTOIA – “Abbiamo adottato tutte le misure previste dalle normative e dagli accordi di Medicina Generale e, tuttavia, il nostro impegno prosegue perché comprendiamo i disagi dei cittadini della Montagna pistoiese”.
Lo dichiara l’Azienda Asl Toscana centro, che fa sapere di aver fatto appello a tutti i medici di famiglia da poco convenzionati nell’ambito di Pistoia rappresentando le necessità delle frazioni montane del Comune di Pistoia, non appena è venuta a conoscenza delle dimissioni del dottor Simone Iadevaia.
La Asl fa sapere di aver anche messo a disposizione dei medici, gratuitamente, gli ambulatori delle frazioni montane. Ad oggi ancora nessuno ha dato la propria disponibilità.
L’Azienda chiarisce che l’assistenza ai cittadini è comunque garantita, essendo le frazioni montane del Comune ricomprese nel medesimo ambito cittadino, con un numero di medici convenzionati che possono assorbire fino a 10.000 nuovi assistiti.
L’Azienda ha valutato il fabbisogno di nuove convenzioni entro l’ambito del comune di Pistoia in misura di tredici incarichi, i quali sono conferiti con appositi bandi. Con i bandi regionale e nazionale sono già stati individuati ed entrati in servizio nuovi cinque medici ed ulteriori tre che prenderanno servizio entro inizio 2022.
I medici hanno facoltà di individuare la sede degli ambulatori nel territorio comunale; l’Azienda ha comunque chiesto la loro disponibilità ad effettuare l’apertura ambulatoriale nelle frazioni montane.
Ulteriori cinque convenzioni sono a bando per i medici corsisti di Medicina Generale (l’avviso scade il prossimo 3 novembre): due di questi posti sono prevedono vincolo di attività ambulatoriale nelle frazioni collinare e montana del comune.
L’Azienda auspica di trovare nei giovani medici che entreranno a breve in servizio la soluzione da tanto cercata per garantire lo svolgimento dell’attività ambulatoriale in quella porzione di territorio.








Premetto che scrivo come militante del PD.
Questa mattina sono rimasto inorridito da quanto ho letto in un articolo comparso sulla cronaca locale del Tirreno. Ho appreso che dal 31 prossimo la montagna rimarrà senza medico di base. Ma non solo. Chi operava li adesso era il frutto di una sollecitazione attraverso petizione promossa sul territorio montano da parte di alcune forze politiche. Sono passati due anni e siamo punto e d’accapo. Ho anche letto che la consigliera Regionale Fratoni si è interessata, come aveva fatto anche in precedenza, per superare il problema e trovare una soluzione transitoria. Questo è certamente onorevole e importante. Ma se già due anni orsono fu trovata una soluzione transitoria, come mai i tutto questo tempo non si è provveduto a riparare un torto sociale e aggiungo politico, per le frazioni della nostra montagna, Cireglio, Le Piastre, Orsigna, Pracchia etc etc.? la mia impressione è che non si faccia più di tanto. Il sindaco della nostra città compresa tutta la compagine amministrativa agisce “ pro domo sua “scaricando le responsabilità politiche alla Regione e via discorrendo. Trovo la cosa ignobile. Ma non voglio sembrare fazioso. Quando si propongono politiche che contraddistinguono la sinistra dalla destra non basta enunciare, dobbiamo essere coerenti. Dove sta la coerenza tra dire che dobbiamo riappropriarci e ricostituire uno stato sociale che veda le periferie al centro e quindi riqualificare con una politica più inclusiva? Questo è giusto ma non vedo i l nesso tra questa enunciazione e poi i fatti della realizzazione di questo concetto. Allora PD se ci sei batti dei colpi ma forti. Non basta che i problemi siano all’attenzione dobbiamo sostenere, essere al fianco non solo a parole ma anche fisicamente di chi subisce ingiustizie e privazioni di questo tipo. Non si parla di una Pizzeria perbacco, si parla della salute delle persone .
Riccardo Michelozzi