PORRETTA ALTO RENO – Sabato scorso la città termale ha ricordato Giacomo Martini, figura di spicco della vita culturale e del giornalismo locale, scomparso nel febbraio scorso. Nell’occasione, il sindaco di Alto Reno Terme, Giuseppe Nanni, ha ricordato la figura del giornalista e poeta, prezioso collaboratore di Reportpistoia. A lui si deve la creazione della pagina Alto Reno.

di Giuseppe Nanni*
A pochi mesi dalla sua improvvisa scomparsa, siamo qui, oggi, a ricordare una persona che, per molti decenni, ha inciso profondamente sulla vita sociale e culturale di questo territorio.
Di questo ringrazio in modo particolare Loretto Rafanelli, Pietro Campaldini, la moglie Giuliana, che saluto con affetto, e quanti hanno contribuito a realizzare questa giornata, che io considero non un punto di arrivo, ma anzi, un punto di partenza verso altre azioni in memoria di Giacomo.
Credo che tutti i presenti, in un modo o nell’altro, portino con se tanti ricordi, tanti episodi pubblici o privati legati a Giacomo Martini.
Per quanto mi riguarda, l’elenco sarebbe assai lungo, e risale ancora a quando ero sindaco dell’ex comune di Granaglione. Di quel periodo voglio ricordare soltanto un fatto, che dimostra quanto Giacomo lavorasse per valorizzare il rapporto fra cultura e territorio: mi riferisco ad un lavoro di ricerca su Gherardo Gherardi, illustre scrittore, commediografo e regista teatrale nato a Borgo Capanne nel 1891.
Da quel lavoro, che come Comune contribuimmo a realizzare, nacque il libro “Le forbici di Gherardi”, edito dai Quaderni del Battello Ebbro, la casa editrice fondata da Giacomo.
Ma, al di là dei singoli episodi, quello che ha caratterizzato in modo continuativo i nostri rapporti è stata l’incessante curiosità di Giacomo per le scelte dell’Amministrazione comunale, una curiosità non fine a se stessa, ma sempre in funzione delle ricadute sulla vita della comunità, dalla sanità alla scuola, dalle Terme alle attività produttive, ai servizi sociali, alla viabilità.
Lo dico perché sarebbe riduttivo, a mio parere, considerare Giacomo esclusivamente uomo di cultura, se per cultura intendiamo i suoi interessi relativi al cinema o alla letteratura. Martini era profondamente legato a questo territorio, e sapeva indirizzare l’attenzione su tutti quegli aspetti che contribuiscono a comporre la qualità della vita in Appennino.
Non a caso, nell’insieme di interessi coltivati, c’era sempre uno spazio per l’attività giornalistica, da TV Appennino, di cui ho fornito agli organizzatori un documento visivo, a vari giornali locali, ultimo dei quali Report Pistoia, che grazie a lui aveva aperto una finestra sulla nostra realtà.
Ovviamente gli interessi e le iniziative culturali rimanevano sempre al centro della sua attività. Negli ultimi anni avevamo sostenuto una sua iniziativa di grande valore anche sociale, perché volta a valorizzare le piccole realtà dell’Alto Reno: non a caso si chiamava “Poesia e musica, alla riscoperta dei piccoli borghi”, una rassegna che coinvolgeva anche i comuni limitrofi e che riscuoteva grande interesse.
Ma vorrei concludere questo mio ricordo mettendo un attimo da parte le tante iniziative che lo avevano visto protagonista, e riservare un ultimo minuto al rapporto umano che si era instaurato tra noi.
Perché Giacomo era un vulcano di idee, di proposte, e spesso anche di critiche, che non si premurava in alcun modo di edulcorare. Giacomo era sincero, diretto, ma dietro la sua apparente irruenza c’era sempre un intento costruttivo, una proposta, un consiglio. E c’era calore umano, una naturale predisposizione a creare rapporti profondi, vorrei dire affettuosi, perché fondamentalmente, al di là delle opinioni su singole questioni, sapeva esprimere una empatia verso l’interlocutore, che rendeva praticamente impossibile non volergli bene.
Questa almeno è stata, in estrema sintesi, la mia esperienza professionale e umana con Giacomo, ma ho la presunzione di dire che certi tratti essenziali della sua figura, per come li ho ricordati, possano essere condivisi dalla gran parte delle persone che lo hanno conosciuto e apprezzato, per la sua schiettezza talvolta aspra e pungente, ma al tempo stesso per quella sua carica di umanità e dolcezza.
Tutto questo, e tanto altro, è stato Giacomo Martini, e come dicevo all’inizio, questa giornata deve essere per tutti noi, a cominciare dall’Istituzione che rappresento, un punto di partenza, per coltivare la memoria di un concittadino che fino all’ultimo ha prodotto idee, confronto e iniziative,sempre con Porretta e l’Alto Reno nella testa e nel cuore
*Sindaco di Alto Reno Terme









