PISTOIA – ”Mancano 24 portalettere rispetto al fabbisogno totale, negli ultimi due anni sono diminuiti del 18,7%, meno 26 unità. E inoltre il 26,5% dei contratti è a tempo determinato. E’ una situazione questa che causa stress sia ai dipendenti che ai clienti”.
A lanciare la denuncia è Luca Degli Innocenti della Slc-Cgil area vasta Firenze, Prato Pistoia.
Se Poste giustifica la riduzione del personale come conseguenza di un calo generale nell’attività di consegne, ” nel frattempo – precisa Eneo Tesi, postino e Rsu Cgil – sono diminuiti anche i portalettere ed è aumentato anche il precariato. Così ci siamo trovati a dover gestire una mole di lavoro più ampia, senza equilibrio”.

La mobilitazione è iniziata a dicembre proprio a Pistoia, la provincia dove si registrano maggiori carenze. In seguito si sono aggiunte le altre province della Toscana, in una mobilitazione congiunta che va avanti dal 14 marzo. Il conflitto si è infine esteso a macchia d’olio in tutta l’area Centro nord (Emilia, Umbria e Marche).
”Chiediamo – rivendica Degli Innocenti – di reintegrare personale, sia portalettere che sportellisti. E’ inoltre necessario aprire un tavolo di confronto sulle prospettive di lavoro futuro”. La richiesta è quindi quella di implementare anche il parco servizi offerti in ottica di uno sviluppo, non solo economico-finanziario, di lungo periodo. ”Poste – dice – potrebbe aspirare a diventare anche la casa dei servizi pubblici”.
”Stride molto che un’azienda a maggioranza pubblica con un fatturato di 1,6 miliardi non si ponga il problema della precarietà del lavoro – conclude Daniele Gioffredi, segretario Cgil Pistoia. Credo sia un fatto da stigmatizzare. Se non assumono loro a tempo indeterminato, vorrei sapere chi può farlo”. (r.b.)







