PRATO – Si scalda il confronto a Prato per la scelta del candidato comune per la corsa alle amministrative nel centrodestra. In una nota comune di Forza Italia, Lega e UDC viene in pratica dato il benservito all’avvocato Barone.

Questo in comunicato a tre mani: “In merito alle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa locale, ribadiamo con chiarezza un principio per noi fondamentale: Prato ha bisogno di un candidato Sindaco capace di assumersi responsabilità enormi, guidare una coalizione coesa e governare una fase amministrativa drammaticamente complessa dopo il commissariamento del Comune provocato dal Pd.
Convincimento, questo, che esce rafforzato dalla comparsa sulla scena – iniziativa evidentemente personale – dell’avvocato Barone, peraltro benemerito presidente di un comitato per il sì al referendum, che si è presentato al PalaFarsetti come l’uomo della Provvidenza per Prato, con toni, modalità e argomenti più adatti a una ribalta personale che a un confronto politico serio e responsabile.
Prato ha bisogno di una svolta epocale, che solo un centrodestra unito e credibile è in grado di proporre. Per questo siamo pronti a un confronto immediato con gli amici di FdI per trovare al più presto la sintesi sul candidato Sindaco. Ogni giorno che passa rischia di essere infatti un regalo alle sinistre”.
La risposta di Marco Barone
Alle dichiarazioni congiunte di Lega, Forza Italia e Udc risponde in tarda serata lo stesso Marco Barone.
“Leggo con stupore – ci scrive Baroni – taluni commenti al mio intervento di questa mattina che ne travisano, certamente in buona fede, il significato ed il contenuto ‘politico’. Nessuna autocandidatura è stata avanzata. Il mio discorso era tutto rivolto a tratteggiare i presupposti per realizzare il radicale cambiamento di cui Prato ha bisogno. Il rifiuto che ho vivacemente sottolineato, di ogni tentazione di riciclo dei responsabili politici del declino della Città in questi ultimi anni, non può, per ovvie ragioni, riguardare il centro destra. Ogni diversa interpretazione è una forzatura strumentale. Porterò avanti l’impegno per il Sì al referendum, che è l’unico che mi sono volentieri accollato. Per il resto penso che l’unità del centrodestra, da allargare ad altre componenti della società civile, sia il presupposto per non deludere le aspettative della Città. Intendo fare la mia parte in quella direzione – conclude Barone – nei modi che eventualmente mi verranno richiesti, nel rispetto che da sempre ho palesato nei confronti di tutti coloro che per questi valori si sono prodigati negli anni”.
Questione chiusa? Non pare proprio. Il botta e risposta pare piuttosto avere il sapore di un fronte aperto, con cui il centrodestra dovrà fare i conti.



