di Riccardo Agostini
PISTOIA – Presentato il nuovo tecnico della Pistoiese, Antonio Andreucci. Nella mattinata di oggi, mercoledì 28 maggio, la società ha presentato l’allenatore che guiderà la compagine arancione nella stagione 2025/26 nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al ristorante Incipit dell’Hotel Patria di Pistoia.

Una presentazione alla quale sono intervenuti da remoto anche il presidente Sergio Iorio e l’amministratore delegato Fabio Fondatori, impegnati per lavoro nella sede della Italmatch Chemicals Spa di Genova. Ma la parte del protagonista se la è guadagnata proprio mister Andreucci, affiancato per l’occasione dal direttore sportivo Massimo Taibi. Presenti anche i componenti del suo staff Lorenzo Collacchioni, vice allenatore, Daniele Sorbello, preparatore atletico, e Raffaele Ferioli, preparatore dei portieri, nonché il team manager Filippo Tarabusi.

Tutti confermati dopo il buon lavoro svolto nella scorsa stagione. Ed è proprio da questo che inizia il discorso del mister: “Per me è un orgoglio – dice Andreucci – essere arrivato a guidare la Pistoiese. Ma anche la società deve essere orgogliosa i quanto fatto nella passata stagione. I miei predecessori hanno fatto tutti un buon lavoro. Una base da cui partire per il futuro c’è. Ora dobbiamo rinforzare la rosa e migliorare la squadra nei punti che non hanno dato le risposte sperate. Ho visionato i filmati delle partite della stagione appena conclusa e mi sono fatto un’idea di quello che manca. Insieme alla società, ora, lavoreremo per aggiungere quello che manca. Alcune idee le abbiamo già. La mia squadra dovrà avere un atteggiamento propositivo e dimostrare sempre di voler vincere. Non sempre ci riusciremo, ma posso garantire che ci proveremo. Sappiamo che il compito che ci aspetta non sarà semplice, giocare sui campi di periferia è diverso che giocare in stadi ben attrezzati, ma puntiamo in alto. Per noi è un obbligo”.

L’ossatura della squadra, dunque, c’è. Occorre solo, correggere gli errori commessi quest’anno. Non sarà una vera e propria rivoluzione, se non nella mentalità.
“Quote? Sono importanti – spiega – per fare bene in questa categoria. Stiamo lavorando per tempo per assicurarci i giovani che ci interessano. Giocheremo con una quota (2007) in porta, il resto dei giovani li collocheremo negli altri ruoli a secondo delle esigenze. Il 2007 in porta, ci consente di avere alcune quote più esperte in altre zone del campo. Difesa a quattro? E’ quella che preferisco, però quella della Pistoiese è stata una della più forti del girone, dunque potremmo ripartire da lì. Per il resto quelli che hanno il contratto costituiscono uno zoccolo sul quale fare affidamento. E’ ancora presto però per poterne parlare”.
In conclusione spiega anche che tipo di allenatore si sente.
“Il tecnico – è la sua opinione – deve essere un sergente, ma anche un amico e un papà per i giocatori. Non tutte le cose insieme, però, dipende dai momenti. L’importante è saper dare dei valori a tutti, così che non ci debbano essere equivoci durante la stagione”.
La scelta di Andreucci è arrivata alla fine di una lunga selezione, anche se il mister lucchese aveva da subito, al primo incontro, impressionato il direttore sportivo Massimo Taibi.
“L’ho scelto – sottolinea – perché è un vincente, come testimoniano le sue vittorie con le società dove ha lavorato. Inoltre per la sua trasparenza e per la sua cultura di uomo. Quest’anno – chiude il dirigente – non possiamo sbagliare. Io ho le spalle grandi: se non otterremo quello che ci prefiggiamo, sarò il primo a farmi da parte”.



