mercoledì, Settembre 9, 2026

Reddito di cittadinanza, PD:”Governano con l’algoritmo della cattiveria”

PRATO – Non si placano le polemiche in seguito alla soppressione del reddito di cittadinanza. In provincia di Prato i percettori del reddito di cittadinanza erano 2.263 nuclei familiari e 4.613 individuali; a livello comunale i nuclei familiari erano 1.804 mentre a livello individuale erano 3.689. Il PD è sul piede di guerra.

“L’onorevole Mazzetti andrebbe ringraziata per la sua onestà – dice Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico- : hanno promesso di cancellare il reddito di cittadinanza e lo hanno fatto. Bene. Si dimentica di dire che ha passato gli ultimi mesi a strombazzare che avrebbero difeso gli italiani, per poi arrivare al governo e togliere ogni strumento di aiuto contro la povertà, prima cancellando il fondo affitti, poi quello contro la morosità incolpevole e ora il reddito di cittadinanza. Sono passati dal “prima gli italiani” a “i poveri per ultimi”. Con che coraggio passeranno le vacanze di agosto i parlamentari pratesi sapendo che centinaia e centinaia di famiglie non avranno un euro per mettere insieme pranzo e cena? Come è possibile che parlamentari che dovrebbero difendere il proprio territorio alzino le spalle dinanzi al dolore di famiglie che saranno lasciate sole? Governano con l’algoritmo della cattiveria. Perché si poteva cancellare il reddito, ma si doveva prevedere altri strumenti. Invece, centinaia di migliaia di famiglie in Italia e centinaia a Prato, rimarranno senza niente. Una cattiveria inutile e inaudita, che fomenterà solo rabbia sociale e distanza dalla politica. Ringrazio il comune di Prato per ciò che sta facendo, c’è tanta delusione per questo primo anno in cui la destra al governo ha lasciato sola la comunità pratese”.

A sostegno delle considerazioni di Furfaro, Gabriele Alberti, consigliere comunale del PD e presidente del Consiglio comunale di Prato.

“Il governo Meloni – scrive Alberti – non ha solo cancellato il reddito di cittadinanza ma ha privato l’Italia di qualsiasi strumento efficace per combattere la povertà e l’esclusione sociale. Questo è il vero dramma che in queste ore stanno vivendo migliaia di famiglie in tutto il Paese. La destra ha ingaggiato una vera e propria lotta contro i poveri, contro chi non arriva a fine mese, contro chi non riesce a pagare l’affitto e le bollette. Un accanimento senza eguali che colpirà soprattutto i minori, gli anziani soli, le donne. Possiamo chiamarlo reddito di cittadinanza, reddito di inclusione sociale, reddito minimo ma la sostanza non cambia, sono tutti interventi che in un Paese civile sono necessari a ridurre l’esclusione sociale e la povertà. Chi in queste ore attacca il reddito di cittadinanza o qualsiasi altro strumento di sostegno al reddito non sa di cosa parla o, peggio, finge di non conoscere la realtà. Mentre a Prato l’amministrazione impegna importanti risorse per sostenere le fasce più deboli della popolazione, il governo cancella il reddito di cittadinanza, toglie risorse ai comuni e definanzia importanti capitoli di spesa sociale. Una scelta scellerata che mette in grande difficoltà i Comuni e scarica sugli assistenti sociali, che sono i primi terminali di raccolta del bisogno delle fasce più fragili della nostra comunità, inutili tensioni. La politica e le istituzioni non possono, non devono lasciare nessuno indietro”.

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