venerdì, Aprile 24, 2026

“Ricordare il 25 Aprile significa oggi assumersi una responsabilità”

FIRENZE – “Ricordare il 25 Aprile significa oggi assumersi fino in fondo una responsabilità: custodire e costruire la pace, in un mondo attraversato da guerre e tensioni che sembrano moltiplicarsi. La libertà conquistata ottant’anni fa non può essere data per scontata, ma va tradotta ogni giorno in impegno concreto per la convivenza, il dialogo e la dignità delle persone”.

A dirlo è Elena Pampana, presidente di Acli Toscana, in occasione della Festa della Liberazione.

“Quando Papa Francesco, scomparso poco più di un anno fa, parlò di una ‘terza guerra mondiale a pezzi’ consegnò a noi tutti una lettura lucida e dolorosa della realtà: ora vediamo quanto quella definizione fosse drammaticamente reale: conflitti diffusi, crisi umanitarie, popoli interi costretti a vivere nella paura e nella precarietà – prosegue Pampana –. Pochi giorni fa, durante il suo viaggio in Africa, Papa Leone XIV ha fatto risuonare parole altrettanto forti: ‘E’ l’amore che deve trionfare, non la guerra’. È un messaggio semplice e radicale, che chiama ciascuno di noi – cittadini, istituzioni, associazioni – a non rassegnarsi alla logica dello scontro, ma a costruire percorsi di pace, giustizia e fraternità, soprattutto tra persone e popoli diversi”.

“Il 25 Aprile – conclude la presidente di Acli Toscana – non è e non può essere solo memoria, ma impegno attuale. È la festa della libertà che si traduce in responsabilità collettiva: difendere la pace, promuovere il dialogo tra i popoli, contrastare ogni forma di violenza e disuguaglianza. È questo il modo più autentico per onorare chi ha lottato per liberare l’Italia dal nazifascismo e per consegnare alle nuove generazioni un futuro degno di essere vissuto”.

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