mercoledì, Settembre 9, 2026

Ristorazione a Prato, come è cambiata l’accoglienza

PRATO – Sono sempre più consapevoli rispetto alle materie prime utilizzate ed ai processi di trasformazione, ricercano la personalizzazione dell’esperienza e hanno quasi sostituito le prenotazioni telefoniche con quelle digitali. è il profilo dei clienti tipo dei ristoranti pratesi nel 2024, tracciato da Confcommercio Pistoia e Prato in occasione della Giornata della Ristorazione, organizzata da Fipe in tutta Italia, il 18 maggio, per celebrare il lavoro della categoria. L’appuntamento è tenuto insieme da un grande tema trasversale: quello dell’accoglienza che, per essere all’altezza, deve dialogare con i cambiamenti.

“Da noi – racconta Niccolò Palumbo, del ristorante Paca – ormai le prenotazioni telefoniche sono state sostituite al 90% da quelle online. Attraverso i nostri canali riusciamo a gestire i clienti a partire da qui, capendo se hanno allergie, se chiedono un menù su misura, se si tratti di un’occasione speciale. Accanto a questo, assistiamo ad un’evidente cambiamento delle abitudini alimentari: accogliamo sempre più vegetariani e, quindi, abbiamo creato un menù ad hoc, sempre fedele alla nostra filosofia. Negli ultimi anni le persone sono più esigenti e consapevoli: per venire incontro a queste necessità faremo uscire il personale dalle cucine per raccontare gli ingredienti, la loro trasformazione, i piatti. è una cosa molto richiesta e ci permette di creare un fil rouge tra il produttore e il consumatore finale”.

“Nel corso del tempo – aggiunge Nadia Coppini, de L’Amante della Bistecca – la nostra clientela si è modificata, specialmente dopo la pandemia. Oggi accogliamo persone che selezionano con grande cura le loro uscite a pranzo o a cena, e che ricercano, nel nostro caso, un’atmosfera accogliente, la qualità dei prodotti ed un prezzo congruo. La componente digitale ha modificato in meglio il nostro lavoro, rendendo più agili le prenotazioni, ma l’interazione fisica resta prioritaria quando parliamo di accoglienza”.

Silvia Careccia, di Soldano in Duomo, aggiunge: “I nostri clienti sono più consapevoli ed esigenti, grazie anche alle molte informazioni che circolano in rete sul mondo della cucina. Cercano la personalizzazione, il piatto che sanno di trovare solo qua e la sensazione di sentirsi a casa, quando lo consumano. Vogliono spesso sapere come l’abbiamo preparato, è un racconto che affascina e che fa parte della nostra accoglienza. Abbiamo naturalmente tutti gli incentivi che servono per una prenotazione online, ma ci piace molto mantenere l’anima della trattoria tradizionale”.

“Specialmente dopo la pandemia – evidenzia Marco Corti, del ristorante I Corti – il cliente cerca il rapporto umano, la socialità ed un ristoratore di fiducia che vede come un amico competente, in grado si consigliarlo e di fargli vivere un’esperienza calorosa”.

“Dalla nascita delle primissime botteghe ad oggi – è la riflessione del Presidente Fipe Confcommercio Pistoia e Prato, Tommaso Gei – un fattore non è mai cambiato, ed è il rapporto che il ristoratore riesce ad instaurare con le persone. Oggi la tecnologia ci aiuta, ma non è in grado di sostituirsi a questa dinamica. Per noi, accogliere significa cercare di migliorarsi sempre per fornire la massima soddisfazione ai clienti. Il valore aggiunto del rapporto umano sopravvive ai cambiamenti del mercato e alle evoluzioni della cucina”.

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