giovedì, Luglio 16, 2026

Scioperano i Call Center: l’AI non può diventare libertà di licenziamento

PISTOIA PRATO – Lunedì 20 Luglio dalle 15 alle 17 presidio a Pistoia, nel contesto della mobilitazione nazionale del settore Call Center (CRM-BPO), per richiamare
Governo e committenti alla responsabilità.

L’introduzione di processi di automazione e di sistemi di intelligenza artificiale senza un piano condiviso di regolamentazione, si sta già traducendo e rischia di tradursi anche sul territorio pratese e pistoiese, in perdita di occupazione.
“L’innovazione tecnologica – sostengono Cgil Cisl e Uil – deve essere governata in modo tale che sia di supporto e non sostitutiva nel mondo del lavoro; nonostante in Italia esista una legge, due autorità nazionali, una strategia nazionale e un miliardo di euro a disposizione su intelligenza artificiale e tecnologie connesse, non esiste ad oggi nel Paese un punto di osservazione stabile che ne analizzi gli effetti su produttività, occupazione e crescita. Riteniamo inaccettabile che i sistemi di automazione siano stati da molti introdotti senza confronto preventivo, senza prevedere piani di riconversione e riqualificazione, anche attraverso i tavoli ministeriali, per prevenire ricadute occupazionali”.
A tutto questo si sommano i tentativi, in giro per il paese, di aggirare la Clausola sociale nello specifico vincolo di territorialità, con il risultato che agli esuberi dichiarati per effetto diretto dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella gestione telefonica della clientela, si aggiungono quelli mascherati dalle delocalizzazioni. Meccanismo che lavoratrici e lavoratori di questo settore hanno scongiurato già una volta, dieci anni fa, attraverso la lotta per ottenere proprio la legge sulla Clausola sociale.
“Demandare la discussione alle singole vertenze aziendali non è più sostenibile – continuano i sindacati – Se questo rimarrà l’approccio di committenti e Governo, ogni prossima gara comprese quelle sul territorio, rischia di trasformarsi in una macelleria sociale e non abbiamo intenzione di accettare passivamente che questo avvenga. Occorrono tavoli di confronto permanente volti anche ad individuare strumenti di gestione dei processi di introduzione delle nuove tecnologie; non basta dichiarare disponibilità senza poi dare seguito con convocazioni specifiche, come ha fatto di recente la Ministra Calderone rispondendo all’ennesimo Question Time sull’argomento. Siamo quindi determinati a richiamare tutte le parti interessate, comprese le Istituzioni, alla responsabilità che hanno di garantire occupazione e giustizia sociale, specialmente in territori come il nostro dove lavoratrici e lavoratori hanno già una storia complicata alle spalle”.

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